Galan, per i giudici giungere alla verità è tempo perso? – di Leonardo Cecca

(22092011FR2)- ROMA 22-09-2011 CONSIGLIO DEI MINISTRI NELLA FOTO: GIANCARLO GALAN FOTO FRANCESCA RIZZO/(TM News - Infophoto) Citazione obbligatoria (TM News - Infophoto)

In questa Italia, che tutti vogliono modificare in meglio per lasciare le cose come sono, continuano a ripetersi fatti sconcertanti e tutto alla faccia della democrazia e della Costituzione (leggi, regolamenti e codici da essa legalizzati) più bella del mondo. Rammento che ai tempi di tangentopoli un magistrato mise in galera una persona e poi andò in ferie senza nemmeno vedere il carcerato. Fatti simili, cioè persone sbattute in galera a meditare, accadono spesso poichè la Costituzione più bella del mondo permette questo obbrobrio.

Ora, parlando sempre di personaggi importanti poichè degli altri nessuno si interessa e, pertanto, non se ne sa nulla, è la volta di Galan, sul quale pende l’accusa di corruzione. Giova rammentare che Galan finì in galera il 22 di luglio il giorno stesso che la Camera con il voto compatto della sinistra e del m5s si espresse per il suo arresto, senza nemmeno avere un minimo e doveroso senso di civico di aspettare qualche giorno, in quanto il parlamentare era ricoverato in ospedale, per sentire la sua versione; questo fa sorgere il sospetto che le dichiarazioni di Galan potevano nuocere a qualcuno. Ebbene, dal giorno dell’arresto di Galan non si è saputo più nulla se non fosse stato per qualche quotidiano, di quelli non “democraticamente corretti", che la scorsa settimana ha scritto che costui è in galera nonostante i non pochi problemi di salute, che ha perso 20 chili di peso e che il giorno 10 u.s. ha compiuto il 58esimo compleanno.

E’ stato fatto anche notare che in un paese che si definisce civile il 22 di luglio, dopo il voto a favore della carcerazione da parte della Camera, Galan è stato dimesso dall’ospedale dove era ricoverato, é passato da casa, da lì in ambulanza trasferito al carcere di Opera, ma da allora non è stato mai  interrogato in quanto i pm ritengono che in questa fase una sua deposizione sarebbe tempo perso.

Ecco, giungere alla verità è tempo perso. Non c’è alcun dubbio che i magistrati agiscono rispettando la legge, ma viene da chiedersi se sono convinti o no della colpevolezza del detenuto. Se ne sono convinti, allora che si celebri subito il processo altrimenti si ha la sensazione che brancolino nel buio e la carcerazione serva solo per estorcere confessioni più o meno veritiere.

Purtroppo questa Costituzione, più bella del mondo, permette di tenere la gente in galera e non ascoltarla. Vale sempre di più quello che riferì l’eurodeputato Martin circa una confidenza che gli fece l’allora suo superiore Napolitano: "ciò che è consentito dalla legge si può fare". Giusto, si può fare anche se è una norma incivile ed  immorale.