Egitto, Al Jazira nel mirino: arrestati giornalisti

Quattro giornalisti della tv Al Jazira che operavano in due stanze di uno storico albergo dell’ elegante isola di Zamalek, cuore della Cairo diplomatica, sono stati arrestati dalle forze di sicurezza egiziane con l’accusa di aver utilizzato i due locali come centro ”per la diffusione in diretta di informazioni che minacciavano la sicurezza dello stato” e senza avere alcuna autorizzazione.  

Secondo comunicazioni ufficiali del ministero dell’interno sono stati arrestati un appartenente alla confraternita dei Fratelli Musulmani – nei giorni scorsi dichiarata dal governo un’organizzazione terroristica – che promuoveva nell’albergo riunioni della Fratellanza ed un giornalista australiano che lavorava per la tv qatariota. Sono state anche sequestrate macchine fotografiche, cineprese e apparati per montaggio e trasmissione in diretta tv, cosi’ come sono stati arrestati coloro che avevano partecipato alle riunioni. Denunciando una campagna repressiva delle autorita’ egiziane contro la sua informazione, Al Jazira, che trasmette dal Qatar, fa sapere che gli arrestati sono il corrispondente da Nairobi ‘piu’ volte premiato’, Peter Greste, australiano, il capo dell’ufficio dell’emittente nella capitale egiziana, Mohamed Adel Fahmy.

Altri due arrestati sono il producer Baher Mohamed e l’operatore Mohamed Fawzi. I loro nomi sono citati anche da Al Ahram online. Nel comunicato del governo non si precisa chi sia il membro della Fratellanza arrestato, che avrebbe anche organizzato un ufficio stampa. La sede dl Cairo della tv qatariota fu chiusa il 3 luglio, giorno della deposizione del presidente eletto Mohammed Morsi, e recenti disposizioni del governo hanno stabilito gravi sanzioni per chiunque partecipi alle manifestazioni promosse dalla Fratellanza per riportare Morsi in carica, per gli stessi promotori e nei confronti di chiunque diffonda suo materiale di propaganda.

Oggi la Lega Araba ha ottenuto dai suoi aderenti 18 voti su 22 a favore della dichiarazione di terrorismo per il gruppo islamista, mentre un tribunale del Cairo ha vietato manifestazioni non autorizzate nelle universita”, ogni giorno teatro di proteste all’interno o all’esterno dei campus. Pesanti gli interventi della polizia, entrata piu’ volte nei recinti universitari, anche per spegnere incendi provocati ad edifici dell’universita” islamica di Al Azhar . Al Jazira ha condannato questi ‘arresti arbitrari’, chiedendo l’immediata liberazione degli arrestati, e ricordando sul suo sito ripetuti fermi e arresti dei suoi collaboratori a partire dal 28 giugno, due giorni prima di una mega-manifestazione popolare contro l’allora presidente Morsi, in luglio, agosto e settembre, fino alla chiusura delle sue redazioni al Cairo.

La principale concorrente araba di Al Jazira, la tv di Dubai Al Arabiya, analogamente al sito della rivale, chiude una nota sul suo sito citando il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (Cpj), di base a New York, secondo il quale l’Egitto e’ tra i paesi piu” pericolosi per il lavoro dei giornalisti, insieme con Siria e Iraq, dopo che sei di loro sono stati uccisi nel 2013.