Edilizia, crollo lavoro: 12.600 imprese fallite dal 2008

Settore dell’edilizia in croce anche nel 2013. Gli investimenti sono crollati piu’ del previsto: -6,9% contro il -5,6% previsto. Strage di aziende. Dall’inizio della crisi, cioe’ dal 2008, ne sono fallite 12.600. E strage di posti di lavoro. Dal 2008 sono stati licenziati quasi mezzo milione (480.000) di addetti che salgono a 745.000 se si tiene conto dell’indotto. Soffrono pesantemente tutti i comparti con la sola eccezione del settore ”recupero edilizio” che, grazie agli eco-bonus per le ristrutturazioni, vede il segno piu’. Questo il risultato poco confortante emerso dal rapporto dell’Osservatorio congiunturale dell’Ance presentato oggi. Per invertire la rotta l’Italia – chiede l’Associazione dei Costruttori Edili – deve poter usufruire della flessibilita’ prevista per gli investimenti sul Patto di Stabilita’ degli enti locali, sbloccando i 5 miliardi gia’ a disposizione. Una cifra che – sottolinea l’Ance – consentirebbe nel 2014 di ”agganciare la ripresa” con un +1,2% di investimenti rispetto al 2013.

Senza questi fondi, pari a 17 miliardi di ricaduta sull’economia e 85mila posti di lavoro in piu’, continuerebbe la caduta del settore, ma attenuata (-2,5%) grazie agli interventi del Governo previsti sia nel ddl di stabilita’, dove sono stati prorogati gli incentivi fiscali per ristrutturazione ed efficienza energetica, sia nel dl casa con le misure di rilancio dei mutui. A soffrire, si legge nel rapporto, sono tutti i comparti: nell’ultimo anno le nuove abitazioni hanno registrato una flessione del 18,4%, l’edilizia non residenziale del 9,1% e i lavori pubblici del 9,3%. Unico segnale piu’ lo registra il settore del recupero edilizio che nel 2013 ha segnato un +2,6% grazie all’effetto bonus fiscale sulle ristrutturazioni, con un giro d’affari di quasi 18 miliardi di euro generati nei primi 10 mesi del 2013.

L’elemento che ha contribuito fortemente alla crisi del settore e’, come ormai noto, la stretta del credito a imprese e famiglie: dal 2007 si registra una riduzione di 80 miliardi nei finanziamenti alle imprese di costruzione e di 76 nei mutui. Anche i pagamenti da parte della p.a., su cui si sono registrati "passi avanti", rappresentano ancora un problema, perche’ i tempi sono troppo lunghi: sui 19 miliardi di crediti vantati dal settore ne sono stati sbloccati 8, di cui 6,5 gia’ pagati, e ne mancano all’appello 11. Inoltre nella seconda meta’ del 2013 oltre l’80% delle imprese edili non viene ancora pagata, denuncia l’Ance.