Gasparri rischia processo, 600mila da fondi per polizza

© ROBERTO MONALDO/LAPRESSE 17-12-2007 Gdf: Gasparri, Padoa-Schioppa prenda esempio da dimissioni di Speciale Nella foto: Maurizio Gasparri §foto di repertorio§

L’accusa e’ di peculato. Per i pm di Roma l’ex presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, nel marzo dell’anno scorso si sarebbe appropriato di 600 mila euro dei fondi destinati al gruppo e li avrebbe utilizzati per l’acquisto di una polizza a vita a suo nome. Una operazione illecita che potrebbe costare al senatore il processo. I magistrati capitolini hanno, infatti, chiuso l’inchiesta su questa vicenda, atto che di norma precede la richiesta di rinvio a giudizio.

”Non mi sono appropriato di nulla”, replica seccamente il vicepresidente del Senato. In base al capo di imputazione la polizza aveva come beneficiari, in caso di morte dell’assicurato, gli eredi legittimi del parlamentare. Secondo l’accusa Gasparri avrebbe il primo febbraio di quest’anno proceduto "al riscatto anticipato della polizza", liquidata "in 610.697,28 euro". Successivamente la somma di 600 mila euro, scrivono i pm nel capo di imputazione, fu restituita da Gasparri "a seguito di specifiche richieste della Direzione amministrativa del gruppo Pdl". La restituzione avvenne in due tranche con due distinti bonifici da 300 mila euro fatti il 20 febbraio e il 12 marzo scorsi.

Per il senatore una grana giudiziaria alla quale reagisce sostenendo di non essersi "appropriato di nulla". "Ritenevo – ha commentato – di aver chiarito agli organi competenti in maniera puntuale la vicenda relativa alla gestione dei fondi del gruppo parlamentare del Pdl al Senato. L’operazione in questione mi era stata proposta dalla banca che da sempre ha i suoi uffici in Senato e tutto e’ stato fatto con grande trasparenza e nell’ interesse del gruppo stesso". E ancora: "mi auguro che questa storia cosi’ sgradevole, i cui termini francamente riesce difficile comprendere, possa essere chiarita e definita al piu’ presto. Appena avro’ esaminato la documentazione replichero’ sugli aspetti specifici".

L’inchiesta madre dal quale è scaturito questo filone riguardava la gestione dei fondi del gruppo Pdl al senato negli ultimi due anni. Il procedimento era stato avviato dopo alcune segnalazioni di operazioni sospette inviate dalla Bnl, la banca presso la quale era acceso il conto intestato a Gasparri nella qualita’ di presidente del gruppo, quindi un pubblico ufficiale. Per questo troncone la Procura ha chiesto l’archiviazione per lo stesso Gasparri e per Gaetano Quagliariello, quest’ultimo in veste di vicepresidente del gruppo. Gli inquirenti si sono imbattuti in una situazione di confusione nella gestione di questi fondi, pur non individuando alcun elemento illecito di appropriazione. Gli accertamenti hanno infatti riguardato l’uso di circa 2 milioni e 800 mila euro, ovvero "l’ammontare del contante prelevato" dal personale amministrativo per l’attivita’ del gruppo parlamentare Pdl al Senato. Per i pm Francesco Caporale, Nello Rossi, Giorno Orano e Alberto Pioletti non sono emersi "sotto il profilo – e’ detto nella richiesta di archiviazione – dell’utilizzazione sistematica del contante e dell’assenza di rendicontazione, dati penalmente rilevanti, non essendovi prova alcuna di impieghi privatistici delle somme movimentate".