Da partiti a omofobia, nulla di fatto: Parlamento rinvia a settembre

Dal finanziamento ai partiti all’omofobia, dal voto di scambio alla diffamazione a mezzo stampa: il Parlamento non riesce a superare l’ingorgo legislativo alla vigilia della pausa estiva e rinvia a settembre l’esame di un pacchetto di provvedimenti su cui anche l’esecutivo si era impegnato per un’accelerazione. E lo slittamento non e’ esente da polemiche con il Movimento 5 Stelle che accusa la maggioranza delle larghe intese di "fregare i cittadini" con proclami e rinvii e Matteo Renzi che parla di "clamoroso autogol" per il Pd. Il 31 luglio scorso la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio sembrava aver dato lo sprint ai lavori, fissando la votazione entro il 10 agosto di tutti i disegni di legge e i decreti che rischiavano di restare a meta’ del guado. Sette giorni dopo, una nuova capigruppo ha pero’ alzato bandiera bianca: per votare i disegni e le proposte di legge in discussione in questi giorni se ne parlera’ a settembre.

Dura la reazione dei Cinque Stelle sullo slittamento del ddl sulla rimodulazione del finanziamento pubblico ai partiti. Per il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio "questa maggioranza e’ la scuola politica del rinvio", mentre il capogruppo Riccardo Nuti accusa i deputati di "essere gia’ in vacanza". E sul tema e’ arrivata anche la stilettata del sindaco di Firenze, per il quale il rinvio e’ un "clamoroso" passo falso del Pd. Del resto, sul ddl, l’accordo tra i partiti della maggioranza sembra lontano, con il nodo del tetto sulle donazioni dei privati, che il Pd vuole mettere per impedire che un partito possa finire "in mano a uno solo", ma al quale il Pdl si oppone. In alto mare anche la proposta di legge sull’omofobia, la cui discussione, gia’ iniziata in Aula, e’ stata rinviata a settembre, con i cattolici del Pdl che restano in trincea contrari ad una legge che considerano liberticida. Rinviata a settembre, infine, anche la proposta di legge sulla diffamazione a mezzo stampa. Ma quello dello slittamento, e’ un epilogo che ha coinvolto anche Palazzo Madama, dove la Commissione Giustizia ha rinviato a settembre l’esame del dl sul voto di scambio. Tema sul quale lo stesso presidente Pietro Grasso aveva rimarcato l’urgenza concedendo la sede deliberante in commissione. Dopo la pausa continuera’ quasi certamente anche l’annunciata battaglia nella Giunta per le immunita’, che stasera iniziera’ la discussione sulla decadenza e l’ineleggibilita’ di Silvio Berlusconi dopo la sentenza Mediaset. Gli schieramenti sembrano gia’ delineati ma, nonostante i richiami del M5S, ogni decisione sara’ rinviata a settembre. L’apertura dell’Aula del Senato e’ prevista il 4 settembre mentre due giorni dopo tocchera’ a Montecitorio con l’esame del ddl costituzionale sulle riforme. Il 5, invece, la capigruppo della Camera stilera’ il calendario dei lavori dei primi del mese. Con all’orizzonte un’ulteriore, titanica, battaglia: quella sulla riforma della legge elettorale.