Crisi, taglia anche Berlusconi – di Franco Esposito

Taglia pure Berlusconi, non solo Letta e Saccomanni. Vende il Cavaliere, ex premier caduto rovinosamente da cavallo. Si adegua anche lui, in tempi di spending review. Tempi duri per tutti, drammatici per la maggior parte degli italiani, scomodi anche per l’uomo più ricco d’Italia. Risparmiare si deve, anche se le tasse non sono mai uguali per tutti. Sia maledetta la crisi; per Berlusconi un po’ meno, molto meno. Succede comunque questo: l’impero immobiliare di Sua Emittenza presenta oggi qualche crepa. Prossimo e inevitabile l’addio a Villa Belvedere, costa troppo mantenerla. La chiusura della casa di famiglia a Macherio è molto più di un’ipotesi; è un progetto serio, al quale non sembra si possa più rinunciare.

Berlusconi trascorre le feste al caldo di Villa San Martino, una delle perle dell’impero  immobiliare dell’ex capo del Governo. Lontano dai veleni romani, il Cavaliere con la fidanzata Pascale si gode la vacanza nelle 145 stanze di Arcore. La pesantezza della speding review, insopportabile per gli italiani medi, impone appunto tagli dolorosi. La notizia è di pochi giorni fa: villa Belvedere, a Macherio, luogo-simbolo della ricchezza berlusconiana, sta per chiudere portoni, finestre e infissi. Qui la famiglia sedeva a tavola la domenica, in tempi felici che radunavano i figli di primo e secondo letto. Il pranzo, le lunghe passeggiate nel vasto parco, poi tutti davanti alla tv a vedere la partita del Milan.

Il Cavaliere acquistò la splendida villa settecentesca appartenuta ai Visconti di Mondrone nel 1992. L’immobile diventò presto la residenza stabile di Veronica Lario, la seconda moglie di Silvio Berlusconi. L’ex attrice di teatro diede solennità e fasto all’ambiente senza mai badare a spese. Mobili Luigi XVI, orologi d’epoca, tendaggi e stoffe preziose, lampadari da mille e una notte.

Lo splendore di quei tempi sembra adesso al tramonto. I dipendenti di villa Belvedere avrebbero già ricevuto la lettera di licenziamento. A Macherio si chiude. Punti cardinali del vasto impero immobiliare di Berlusconi, Villa Certosa a Porto Rotondo e Palazzo Grazioli nel cuore del potere politico romano, sembrano anch’essi ora non più inattaccabili dalla possibilità di essere venduti. Intanto se ne parla e, nei prossimi giorni, se ne continuerà a parlare. Ma il patrimonio immobiliare di Silvio Berlusconi comprende anche immobili di prestigio in Italia e all’estero. Villa Campari sul Lago Maggiore, villa Gernetto a Lesmo, dove il Cavaliere al culmine della sua potenza politicasi fece fotografare con Putin davanti alla spettacolare fontana, e il complesso residenziale di Antigua.

Le voci di vendita non riguardano (e mai riguarderanno) villa San Martino, ad Arcore. La residenza preferita di Berlusconi, la location teatro di vicende che, in tempi recenti, hanno gettato una luce diversa, non inattesa, sulla persona dell’ex premier. Il sito del bunga bunga e di quant’altro di boccaccesco si sarebbe svolto nel segreto (ma non troppo) della villa di Arcore. Appare al contrario incerto il destino di villa Due Palme a Lampedusa, l’acquisto ad effetto del 2011. Laddove l’acquisizione nel 2012 di villa Camalcione, a Torino, ha attirato e catturato la  curiosità dei pm. Giudicati sospetti quei 21 milioni versati all’amico Marcello Dell’Utri. I pm hanno deciso di indagare. Di volta in volta, c’è chi si è industriato nella realizzazione del censimento delle proprietà di Silvio Berlusconi. Avrebbero contato una trentina di immobili, case da sogno. Come si è a lungo parlato degli esosi costi di gestione soprattutto di villa Belvedere. Uno virgola otto milioni di euro l’anno per i venti dipendenti, 487 mila per la sicurezza. I numeri sono venuti fuori durante la battaglia sul divorzio di Berlusconi da Veronica Lario. Attraverso la separazione, la signora si è aggiudicata un assegno da 70 euro al minuto e risiede ormai stabilmente a Milano.

Il cognome Berlusconi non sparirà da Macherio però. Le figlie Eleonora e Barbara vivranno entrambe nell’area della cascina adiacente acquistata a suo tempo dal papà. Villa Gernetto a Lesmo, invece, è destinata ad essere parte integrante e importante dei tagli previsti da Berlusconi: travolta anch’essa dalla crisi e dalla spendig review. Meravigliosa reggia settecentesca in Brianza, con decorazioni del Canova, sembrava potesse diventare la Camp David del Cavaliere. L’ex premier ha coltivato a lungo l’idea di farne un’università del pensiero liberale. Il sito appare oggi come un deserto da mesi. Anche in questo caso è probabile che si possa vederea breve il cartello “vendesi”. Costa una fortuna. Perditempo e fumosi compratori sono pregati di astenersi dal presentare offerte e proposte.