Costa Concordia, il giorno più lungo (VIDEO) – di Franco Esposito

La nave Costa Concordia davanti all'Isola del Giglio e il cantiere allestito per i lavori preparatori in funzione del raddrizzamento (Alessandro La Rocca/LaPresse)

Oggi è il giorno, l’isola con il fiato sospeso, gli isolani in preghiera davanti all’immagine del santo protettore. Fuochi d’artificio propiziatori, danze e balli in piazza, il sacro e il profano alle celebrazioni del santo, terminate ieri. L’isola col cuore in gola, dodici ore con gli occhi puntati in direzione della scogliera delle Scole, il posto che il comandante Schettino scelse per la fine della Costa Concordia.

Oggi è il giorno delle operazioni di raddrizzamento del gigantesco relitto. La cosiddetta rotazione. Quando sarà fatta a pezzi, Costa Concordia peserà 65mila tonnellate di metallo da riciclare, una montagna di acciaio e di materiali di minor valore. A quella enorme massa di metallo guarda con attenzione e trepidazione una città vicina. Piombino, distretto industriale in crisi. I rottami della Concordia possono significare l’apertura di un cantiere capace di dare lavoro a 300 persone, per tre anni. Un soffio di fortuna e di speranza in coda ad un’immane disgrazia.

Stamane alle 6 il via alle operazioni di rotazione del gigante (o del mostro, questione di punti di vista), le prime cinque ore si annunciano come le più rischiose. La Concordia dovrà girare di sessantacinque gradi per tornare in posizione verticale. Serviranno 56 catene d’acciaio, per disincagliare la nave dagli scogli. Ciascuna catena è lunga 56 metri e pesa 26 tonnellate. In attesa di essere riportata in posizione verticale, la nave da crociera guidata da mano maldestra e superficiale nel suo ultimo viaggio è letteralmente assediata. Piattaforme, gru, cassoni disposti sul lato emerso, alti come un palazzi di otto-undici piani, i caschi e le divise della maestranze, le grandi panne assorbenti intorno alla nave. La zona del porto inaccessibile a curiosi e non addetti di lavori.

Settecentocinquanta i pass rilasciati agli aventi diritti, giornalisti e residenti compresi. Salvo imprevisti, la complessa operazione coordinata da Franco Gabrielli, capo della protezione civile, consentirà di rivedere la Costa Crociera in posizione verticale. Una postura che perse definitivamente per uno sciagurato inchino all’isola. Il suo immenso corpo defunto ha tenuto dentro di sé, in quel ventre di morte, i corpi di due dispersi. Maria Grazia Trecarichi e Terrence Russel Rebello, la siciliana di 53 anni che si era regalata una crociera per il suo compleanno, e il cameriere indiano che lavorava sulla nave. Disposte lungo il fianco della Concordia, le catene d’acciaio in tensione cercheranno di disincagliare la nave dai due speroni di roccia dove si è adagiata la notte del 13 gennaio 2012. L’operazione non presenta certezze, perché mai provata prima. Gode però delle rassicurazioni di ingegneri navali di tutto il mondo, convocati sull’isola per un consiglio, un parere illuminato, per una parola che possa contribuire alla sparizione della nave dal Giglio. Una presenza ingombrante e penalizzante, non solo immagine di morte e dolore: il turismo al Giglio è crollato. I pericolo ambientali ci sono. E il rischio che le strutture emerse possono spezzarsi è reale sulla carta. “Però remoto nella pratica”, assicura il direttore Franco Gabrielli.

Normale che con il raddrizzamento della Concordia possano esserci delle fuoriuscite. I tecnici, per neutralizzarle, in caso di necessità, hanno sistemato in mare diverse panne assorbenti, panne costiere e d’altura. Mezzi navali possono intervenire in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione. Un elicottero è pronto ad alzarsi dall’isola di Giannutri. Il materiale che si trova all’interno della nave, dai detersivi ai cibi, è stato stoccato in contenitori. La nave, una volta raddrizzata, si appoggerà su un falso fondale di mille sacchi di malta cementizia. Nella nuova posizione, già da martedì potrebbero iniziare le nuove ricerche dei due dispersi. Piombino aspetta il relitto, guardando ad esso come a una grande speranza. La Costa Concordia verrebbe ridotta in migliaia di pezzi nel porto, il cui fondale dovrà essere scavato fino a 20 metri (oggi è attorno ai 10): un’opera che gode del finanziamento di 111 milioni di euro, stanziati dal governo.

La maggior parte di questo tipo di rottamazione viene effettuata in Paesi del Terzo mondo con gradi rischi per l’ambiente. Smontare pezzo per pezzo la Concordia significherà per Piombino avere gli occhi del mondo puntati addosso. E nel caso di eccellente esecuzione dello smembramento della nave le maestranze piombinesi acquisirebbero professionalità e benemerenze. Piombino potrebbe diventare un’industria del settore rottamazione delle navi. E non viene esclusa la possibilità di riciclare in un forno elettrico, a chilometro zero, quelle 65mila tonnellate di metalli. Il sogno di Piombino in difficoltà sullo sfondo della tragedia della Concordia. Attesa oggi, da morta, al giorno più lungo, soprattutto per l’Isola del Giglio. Dodici ore con il fiato sospeso.