Conversando all’ultimo sole del giorno – di Mario Galardi

La Giovinezza e la Bellezza conversavano verso sera, passeggiando lungo un sentiero alberato. Intorno, allegre ragazze mettevano in mostra orgogliose le proprie grazie e giovani vigorosi si esercitavano pavoneggiandosi sull’erba, mentre su di loro alitava il caldo respiro dell’estate. Lontano si udiva il suono delle campane, destinato a chi ancora a quell’ora lavorava nei campi.

"Dimmi – disse la Giovinezza – vedi quei giovinetti che si abbracciano all’ultimo sole del giorno, e che parlano delle meravigliose e incredibili avventure che il futuro riserverà loro? É la loro giovane età che alimenta gli entusiasmi e il loro desiderio di esplorare e di conoscere ogni cosa. Saranno i futuri artisti, gli intrepidi naviganti, i grandi scienziati, i gloriosi generali dominatori delle nazioni. E sono io, la Giovinezza, che consentiró loro di esserlo".

La Bellezza annuiva pensierosa, e infine rispose: “Certo, sei tu la stagione della vita in cui nascono le grandi speranze e quando i pensieri e le azioni sono tesi alla ricerca del piacere e della propria affermazione, nell’ansia continua di cogliere dalla vita tutti i doni che questa può offrire. Ma di questo si tratta, solo di una stagione della vita, seppur splendida e ricca di energie. Tuttavia, quando l’inesorabile freccia del tempo avrà percorso almeno metà del cammino che mediamente ad ogni essere umano è concesso, tu dovrai cedere il passo ad altre virtù, ed allora sarò io ad essere la risorsa di coloro che percorrono insieme un minuscolo istante nella storia di questo granello di sabbia, sospeso nell’universo. Allora saranno l’incanto della natura e la bellezza delle opere d’arte, e i figli e i nipoti generati, quelli che potranno addolcire gli animi, che appagheranno i desideri e che mitigheranno le nostalgie e i rimorsi".

La Giovinezza ascoltava, ma non vedeva l’ora di ribattere: "D’accordo, ammetto che la contemplazione della natura, in mancanza d’altro, la si apprezzi di più nella maggiore età. Ma, quanto alle opere d’arte, è proprio con la giovinezza e il suo vigore e la sua creatività, che possono nascere le maggiori opere d’ingegno. Alessandro Magno divenne re a vent’anni, conquistò un impero e diffuse la civiltà ellenica. Raffaello realizzò i suoi dipinti incantevoli in giovane età e morì il giorno in cui compiva 37 anni. Mozart scrisse tutte le proprie inarrivabili composizioni prima di compiere 36 anni. Einstein concepì la teoria della relatività a soli 26 anni. E così potrei continuare a lungo. Riconoscilo – mia cara – sono io la forza creatrice del mondo".

La Bellezza proseguiva in silenzio, il suo sguardo si spingeva lontano, a contemplare le avvisaglie dell’imminente tramonto, quando il cielo si fa di un azzurro cristallo e i colori si dipingono verso il basso, degradando da un verde evanescente, al giallo luminoso, all’arancio, al rosso corallo. É il momento in cui, in attesa della notte e del sonno rigeneratore, vengono alla mente i propri cari, ci si riconforta delle cose realizzate e si pensa ai propri rimpianti.

Infine la Bellezza si volse e riprese il discorso: "Non nego che nella giovane età siano state concepite e realizzate molte delle più grandi opere dell’umano intelletto, ma tali capacità non sono prerogative esclusive della giovinezza. Michelangelo continuò a produrre capolavori fino a quasi novant’anni. Guarda la Pietà Bandini, oppure la Pietà Rondanini, sempre che la tua giovane età non ti impedisca di ammirarne la commovente profondità. Sono opere alle quali il genio fiorentino stava ancora lavorando pochi giorni prima di morire. Tiziano visse più di novant’anni e dipinse tele mirabili, come la Venere d’Urbino e il ritratto di Carlo V, tra i sessanta e i settant’anni. Quanto alla genialità nelle opere musicali, mai potremo sapere quali straordinarie creazioni avrebbe potuto ancora donarci Mozart, se un’ingiusta morte non lo avesse falciato così giovane. Ma vedi l’Otello di Giuseppe Verdi composto a 74 anni, e il Falstaff scritto ad 80. E poi considera il caso del Faust, che Johann Wolfgang von Goethe terminò a 82 anni. Comunque non è poi così importante l’età di chi ha creato le opere, ma la loro durata nel tempo e il fatto che travalichino i secoli e che continuino ad emozionare, a far gioire o a far riflettere. Convinciti – cara amica – tu sei la stagione dell’amore e del vigore, ma, non certo per colpa tua, duri troppo poco e lasci sempre molto da imparare".

La Bellezza osservò l’aria dubbiosa con la quale la Giovinezza l’ascoltava, e poi continuò: "Gli scienziati dicono che, a causa della seconda legge della termodinamica, il grado di disordine dell’universo (l’entropia) è destinato inesorabilmente a crescere". E infine la Bellezza concluse: "Ma non ti preoccupare se tutto si degrada nel mondo. Io sono eterna".