Cari grillini, chi di spada ferisce di spada perisce – di Emanuele Esposito

E’ troppo facile puntare il dito contro gli altri quando si guarda dalla finestra; perche’ quando si e’ sullo stesso piedistallo le cose cambiano. Il M5S ha portato avanti il mantra della TRASPARENZA e dell’ONESTA’ come suoi cavalli di battaglia molto apprezzati dagli elettori. Era inevitabile che una volta vinte le elezioni comunali di una città difficile come Roma, i grillini sarebbero stati sotto i riflettori, anche perche’ come loro stessi hanno sempre sostenuto, le comunali di Roma erano un test per il governo del Paese. Cosa pensavano di trovare? Il tappeto rosso? Nella vicenda dell’assessore Murano, indagata o no poco importa, quello che tutti si aspettavano dalla Raggi prima che dal direttorio, era un cambiamento radicale rispetto ai comportamenti delle giunte precedenti.

Nel momento in cui lei è venuta a conoscenza che uno dei suoi assessori poteva non essere limpida, doveva invitarla a fare non uno ma due passi indietro, cosa che non e’ avvenuta, nemmeno quando ci sono state pressioni da parte del minidirettorio.

Il M5S oggi accusa la stampa e i media in generale di killeraggio: ma e’ tutto normale, cari grillini, specialmente quando ci si presenta come nuovi; e’ normale che siate sotto i riflettori, e mi meraviglia che un giornalista come Mentana sempre fiero dei suoi scoop si chieda se all’interno del movimento ci sia una talpa che ha passato le carte ai giornalisti. Caro Mentana, il problema non e’ su chi ha passato le informazioni, il punto e’ che i vertici del M5S erano al corrente di questa situazione e hanno deciso di stare zitti, facendo il mea culpa solo dopo che e’ venuto fuori il pasticcio, vedi Di Maio che a Nettuno ha ammesso gli errori fatti.
Allora, amici cari, l’onestà è passata già di moda?

Mi aspettavo da parte del movimento una reazione diversa e immediata, anche se sin dai primi giorni della giunta Roma ha mostrato i suoi problemi, e a distanza di pochi mesi i cambiamenti annunciati in pompa magna non si sono ancora visti.

Alcuni esponenti del M5S romano, tra i quali Marcello De Vito, che a una trasmissione radiofonica della Rai ha dichiarato: “Non mi sembra che si stia dando lo stesso risalto sui giornali alle indagini sul primo cittadino di Milano, Sala, come invece lo si sta facendo per un’inchiesta che riguarda un assessore e non il sindaco di Roma”, cercano di difendersi attaccando. Ma è l’inizio di una brutta piega rispetto alla loro tanto esaltata purezza. 

“E’ evidente che ci sia un attacco mediatico, che si vogliano evidenziare delle spaccature che invece sono inesistenti” all’interno del Movimento e “ritengo che i passaggi non perfetti di comunicazione, che ci sono stati anche per evitare l’assalto mediatico, siano stati corretti”. Peccato che la velocità delle notizie sulle dimissioni del minidirettorio  e sulle ammissioni di Di Maio smentiscano questa disperata difesa nella ricostruzione.

Da quando il M5S e’ nato non ha fatto altro che accusare gli altri partiti. Cari grillini, chi di spada ferisce di spada perisce; e se questo e’ l’antipasto per il governo nazionale, credo che ormai siamo ben lontani dall’immagine di forza rivoluzionaria che dovrebbe garantire il cambiamento. Forse vi manca una vera direzione politica, perfino il vostro amico Travaglio vi taccia di infantilismo; con Grillo come vostro megafono non c’è storia, non si può continuare a dire sempre no e vaffa. Senza la visione di Roberto Casaleggio qualche colpo lo avete perso anche voi.

Roma ha bisogno di una giunta che lavora, voi siete stati votati per questo, incominciate a farlo e non perdetevi nelle chiacchiere da bar. Dimostrate di essere in grado di amministrare e smettetela di puntare il dito contro i media, cosa che mi ricorda tanto Berlusconi quando diceva "lasciateci lavorare". Vi faremo lavorare, iniziate a farlo. Ma vi terremo d’ occhio.