Caso Ruby: depositate le motivazioni della sentenza pronunciata a Milano nei confronti di Silvio Berlusconi, condannato in primo grado a 7 anni di reclusione per concussione e prostituzione minorile. I giudici scrivono di un Cavaliere al centro di un “sistema prostituivo”, di un Berlusconi che sapeva bene che Ruby fosse minorenne e nonostante questo ha avuto con lei rapporti sessuali.
Gli esponenti di Forza Italia fanno quadrato intorno al proprio leader. Per Daniele Capezzone ormai “milioni di italiani hanno compreso da tempo” che “è in atto un ben preciso disegno politico, e poi mediatico-giudiziario, per tentare di estromettere dalla politica Silvio Berlusconi”, ma “questi attacchi ingiusti e scomposti – commenta Capezzone – lo renderanno ancora piu’ forte agli occhi dell’opinione pubblica".
Micaela Biancofiore, berlusconiana doc: “Con questo ulteriore atto politico, i magistrati di Milano gettano discredito sull’intera magistratura e confermano che in Italia la democrazia e’ a rischio serio quando si fanno processi palesemente ad personam o meglio contra personam e che urge una riforma della magistratura che la riporti ad essere un organo dello Stato e non un potere che sovrasta tutti gli altri".
Per Maurizio Gasparri, vice presidente del Senato, “le motivazioni della sentenza sul caso Ruby confermano e anzi aggravano il nostro giudizio. Questa magistratura che guarda dal buco della serratura ed ha una chiara impostazione ideologica nuoce gravemente a tutto il sistema giustizia. Che va ancora con maggiore urgenza riformato".
Sandro Bondi: “Le motivazioni della sentenza sul caso Ruby confermano che ormai in Italia le sentenze sono completamente disancorate dai fatti e dal diritto, motivate dal furore e dal pregiudizio politico”.
Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, parla di motivazioni che non sono altro che “falsità, fango e volgarità. Una serie di illazioni e di accuse che sembrano montate ad arte sotto dettatura del pubblico ministero”. “Fino a quando il nostro Paese dovrà continuare ad avere a che fare con una magistratura che sembra avere come unica ragione di vita quella di far fuori l’avversario politico di turno?”.
Fra chi commenta le motivazioni dei giudici c’è anche Emilio Fede, ex direttore del Tg4: “Ma regista di che? Berlusconi semmai ‘regista’ della tradizionale mania di essere generoso. Chi eventualmente era ‘regista’ e lucrava verrà fuori. Deve venire fuori". "La mia non e’ una verità condizionata. Ho dovuto lasciare la direzione del Tg4, non ho ricevuto alcun premio economico, non ho ottenuto la candidatura al Senato. Dunque: la mia e’ una riconoscenza alla verità". Per Fede, la "vergogna delle vergogne" e’ che, "depositando le motivazioni sono stati mandati in rete anche i numeri telefonici privati". "E nei miei confronti prosegue la persecuzione", ha concluso.





























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