Il Turismo delle Radici entra in una nuova fase e si conferma uno dei pilastri della strategia italiana per rafforzare il legame con gli oltre 80 milioni di italiani e italo-discendenti nel mondo. È questo il messaggio lanciato dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo alla Farnesina all’evento conclusivo della prima fase del progetto finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
«Oggi lanciamo la Fase 2 del progetto Turismo delle Radici», ha annunciato Tajani, sottolineando come l’iniziativa sia nata per valorizzare l’Italia dei borghi, dei piccoli comuni e dei territori meno conosciuti, spesso custodi delle storie di emigrazione che hanno portato milioni di italiani nel mondo.
L’obiettivo è trasformare la memoria dell’emigrazione in una leva concreta di sviluppo economico, culturale e sociale. Un progetto che guarda al futuro e che punta a rafforzare il rapporto tra l’Italia e le sue comunità all’estero, considerate sempre più una risorsa strategica per la crescita del Paese.
I numeri confermano il potenziale dell’iniziativa. Secondo i dati illustrati dal ministro, il Turismo delle Radici ha già generato circa 7 milioni di viaggiatori e una spesa superiore ai 5 miliardi di euro. Risultati che dimostrano come il desiderio di riscoprire le proprie origini possa trasformarsi in un importante motore economico per le comunità locali.
«Il Turismo delle Radici non è un’operazione nostalgia», ha sottolineato Tajani. «È un progetto che guarda al futuro per portare benessere a tutti i cittadini». Un concetto che assume particolare rilevanza in un settore che oggi vale circa 240 miliardi di euro e garantisce oltre il 13% dell’occupazione nazionale.
Durante l’incontro, il ministro ha evidenziato anche il valore della cosiddetta “diplomazia della crescita”, definita come una strategia capace di unire politica estera, sviluppo economico e valorizzazione delle comunità italiane nel mondo.
Il progetto, finanziato inizialmente con 20 milioni di euro del PNRR, potrà contare ora su ulteriori 200 milioni di euro assegnati al Ministero degli Esteri attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione. Le nuove risorse saranno destinate alla riqualificazione di borghi storici, percorsi turistici, aree naturali e impianti sportivi, con particolare attenzione alle regioni del Centro e del Sud Italia.
Per Tajani, rafforzare il rapporto con gli italiani all’estero significa anche creare nuove opportunità per le imprese italiane e sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale. Un obiettivo particolarmente importante in un Paese dove l’export rappresenta ormai quasi il 40% del Prodotto Interno Lordo.
Un ruolo centrale sarà svolto anche dall’enogastronomia e dalla promozione della cucina italiana nel mondo, riconosciute come strumenti fondamentali per attrarre visitatori e valorizzare il Made in Italy. «Due turisti su tre vengono in Italia per scoprire i nostri prodotti», ha ricordato il ministro.
Proprio in quest’ottica, la promozione della cucina italiana e della dieta mediterranea entra ufficialmente tra gli strumenti del Turismo delle Radici. Durante l’evento è stata annunciata anche l’istituzione della Giornata della Pasta Italiana nel Mondo, che sarà celebrata ogni anno il 25 ottobre.
Tajani ha definito la pasta «il simbolo supremo della nostra cucina», capace di rappresentare l’identità italiana anche a migliaia di chilometri di distanza. «Non c’è italiano, anche lontano da casa, che non la cerchi», ha affermato, evidenziando il valore culturale e identitario di uno degli alimenti più rappresentativi del nostro Paese.
Nel corso dell’iniziativa sono stati ricordati anche i benefici della dieta mediterranea, considerata uno dei principali fattori di benessere e longevità, oltre al peso economico della filiera della pasta italiana. L’Italia produce infatti oltre 4 milioni di tonnellate di pasta all’anno, per un valore di 8,6 miliardi di euro, esportandone quasi il 60%. Non a caso, un piatto di pasta consumato su quattro nel mondo è prodotto in Italia.
Tra i simboli del legame tra Italia e comunità all’estero, Tajani ha citato anche il caso del segretario di Stato americano Marco Rubio, al quale è stato recentemente consegnato un documento che ricostruisce le sue origini piemontesi.
Per il governo, il Turismo delle Radici rappresenta oggi molto più di un segmento turistico: è uno strumento di politica estera, promozione economica e valorizzazione culturale capace di rafforzare il rapporto tra l’Italia e milioni di persone che, pur vivendo all’estero, continuano a sentirsi parte della grande comunità italiana nel mondo.




























