Terrorismo, Renzi: più controlli, ma senza rinunciare a nostra identità

Italian Prime Minister Matteo Renzi speaks to the press at the end of an European Council leaders summit in Brussels, on February 12, 2015. AFP PHOTO / THIERRY CHARLIER

Dopo gli attentati di Parigi “stiamo intensificando ogni tipo di controllo”, usando "ogni strumento innovativo, la tecnologia per mappare pericoli e persone pericolose”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi a SkyTg24, secondo il quale “quello che dobbiamo fare è non rinunciare alla nostra identità”. Più controlli, “ma senza rinunciare alla libertà”, “non dobbiamo rinunciare alla nostra identita’ e contemporaneamente non sottovalutiamo nessun pericolo”.

"Non posso immaginare un grande fratello che controlli la vita quotidiana di tutti i cittadini del mondo. Non e’ questo il punto: gli italiani devono sapere che non c’e’ una risposta definitiva" contro il terrorismo "perche’ se ci fosse stata non ci sarebbero stati i fatti che abbiamo visto". "Chi dice facciamo cosi’ e siamo al sicuro non dice la verita’. Gli strumenti migliori sono quelli preventivi. Il punto e’ capire chi sono quelli da beccare e dare alle forze dell’ordine e ai giudici e all’intelligence gli strumenti per operare", "l’Italia non e’ all’anno zero e gli arresti a Merano lo dimostrano".

"Noi siamo di fronte ad un momento di difficoltà ma l’Italia e’ un grande paese, siamo stati piu’ forti del tritolo della mafia, e ha una straordinaria forza di reazione, non si deve correre il rischio d’ isteria e nè della sottovalutazione". "Dal nostro punto di vista e’ assolutamente cruciale non correre il rischio dell’isteria da un lato, e neppure sottovalutare. Sulla legge di stabilità faremo allo stesso modo". "Farò una proposta a tutte le forze politiche per un investimento ulteriore" sulla sicurezza dopo i fatti di Parigi.

"E’ fisiologico dire ‘basta con questi che vengono qui’. Ma i killer in Francia sono cittadini francesi. E’ del tutto evidente che si pone un tema di equilibrio urbano: se vuoi difendere la sicurezza del Paese sono giustissimi i controlli alle frontiere, per strada, ma servono anche investimenti per cui le periferie non siano luoghi di nessuno".

"Tutti i paesi europei hanno lo stesso grado di rischio, non c’è nessun paese che non sia a rischio, dobbiamo essere prudenti, vivere la nostra vita, mettere in campo tutte le accortezze". Il mondo politico italiano, di fronte al pericolo del terrorismo, sta dimostrando "unità". "Inizialmente ci sono state polemiche ma mi sembra che il mondo politico italiano abbia preso atto che quando c’è da litigare si litiga, ma quando ci sono momenti in cui è in gioco l’unità del Paese siamo tutti uniti. Questo mi sembra stia accadendo".