Spider Woman, quel ‘lato B’ made in Italy – di Roberto Zanni

Spider Woman, la Donna Ragno, è un fumetto creato da Archie Goodwin, i testi, Sal Buscem, i disegni e Jim Mooney nel 1977. Pubblicato dalla Marvel Comics, la prima Spider Woman è stata Jessica Drew che, dal 1930, era stata cresciuta nelle montagne di Wundagore nella piccola nazione balcanica della Transia. Aveva, ovviamente, poteri speciali, al punto che poi è diventata un cult del fumetto. Ne hanno fatto anche la serie a cartoni animati, ma dopo oltre trent’anni dalla sua nascita, ecco che Spider Woman diventa anche protagonista di una ‘guerra’, se così si può chiamare.

Il rilancio di Jessica è infatti arrivato dalla matita di uno dei più grandi disegnatori italiani, Milo Manara, che ha visto nella Donna Ragno soprattutto il ‘lato B’. La Jessica di Manara, arrampicata su un grattacielo, mette in mostra infatti un fondoschiena molto erotico che, bisogna ammetterlo, anche se un fumetto, attrae l’attenzione, più di tutto il resto del corpo.

Quel ‘lato B’ così profondamente evidenziato, ha messo in subbuglio il mondo dei comics americani, soprattutto per un fattore: non sarebbero in linea con quella che è stata chiamata un’operazione di rivalutazione della figura femminile portata avanti dalla Marvel. La polemica, vibrante in un settore che negli Stati Uniti ha milioni di seguaci, è finita anche su Time, perchè le forme di Manara sono state viste, dalla maggior parte, come imbarazzanti e anche in grado di disturbare il lettore. C’è da aggiungere però che la casa editrice della Donna Ragno aveva cercato Manara proprio per dare al personaggio una prospettiva insolita, provocante. E Manara, nel mondo è proprio conosciuto per il suo ‘eros’ nei fumetti e quest’ultimo disegno ricorda molto ‘Le Declic’, ‘Lo Scatto’ il capolavoro erotico che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo ed è uno dei punti di riferimento obbligati quando si parla dei lavori del disegnatore italiano.

La nuova serie di Spider-Woman #1, scritta da Dennis Hopeless e disegnata da Greg Land, è attesa per il prossimo 19 novembre, ma quella che è chiamata ‘variant cover’ (cioè sarà opzionale per i lettori), la copertina di Manara, è stata diffusa nei giorni scorsi, provocando il piccolo-grande putiferio nel mondo dei comics, anche per il fatto che il pubblico femminile, negli ultimi tempi, si è avvicinato molto al mondo dei comics, un settore che fino a non molto tempo fa era prevalentemente maschile.

"Manara – così Tom Brevoort, vice presidente della Marvel, ha spiegato l’iniziativa – lavora nel mondo dei fumetti dal 1969 e quello che fa non è cambiato nel corso di tutto questo tempo. Quindi quando si dice una ‘copertina di Manara’, guardando l’insieme dei suoi lavori dovrebbe essere chiaro di quale genere si tratta, di cosa sta per fare. Dal momento che poi il personaggio è vestito, da capo a piedi, e in una posizione da ragno, mi sembra invece che Manara sfrutti meno il corpo femminile, rispetto ad altri suoi lavori che abbiamo pubblicato nei mesi e negli anni scorsi. In ogni caso è un diritto del lettore dire che qualcosa gli piace oppure no".

Difesa d’ufficio da parte degli editori, con una spiegazione che va anche oltre la logica e Milo Manara, interpellato sulla vicenda che lo vede protagonista, ha cercato di analizzare non solo il ‘lato B’ in questione.

"Da quello che ho letto – ha spiegato il disegnatore italiano – le critiche hanno due motivazioni differenti, da una parte il lato  erotico e sexy, dall’altra l’errore anatomico. Sull’imperizia del disegno posso solo dire che da quarant’anni cerco di fare del mio meglio, posso sbagliare. Sul lato erotico invece sono sorpreso, credo che ci siano, oggi, cose più importanti e gravi a cui pensare, ma la censura del corpo della donna non dovrebbe essere una caratteristica nostra, occidentale. Quello che ho voluto fare è una ragazza che dopo aver scalato la parete di un grattacielo gattona sul tetto e la gamba destra è ancora giù, quindi anche le critiche anatomiche, per me sono sbagliate. Non è colpa mia se le donne sono fatte così. Io le disegno".

Quello che appare è un fumetto che non sembra superare nessun limite: quello che non si riesce a comprendere è il perchè si sia scatenato qualcosa del genere. Il fondoschiena, reale, di Miley Cyrus o quello extralarge di Nicki Minaj hanno influenzato i critici, impauriti evidentemente dal pericolo di vedere i comics invasi da un’ondata di ‘lati B’.