Sondaggio Termometro Politico: Zelensky piace a un italiano su due

Per il 52% i profughi ucraini vanno sostenuti maggiormente rispetto a quelli di altra provenienza. Il gradimento di Draghi rimane ampiamente sotto il 50% al 44,5%. Intenzioni di voto: il Pd si avvicina a Fdi

La guerra tra Mosca e Kiev finirà con un compromesso per cui l’Ucraina accetterà di essere neutrale e riconoscerà la Crimea come russa e l’indipendenza del Donbass. Sarà questo l’esito del conflitto secondo il 63,1% degli italiani intervistati da Termometro Politico nel consueto sondaggio settimanale realizzato tra il 22 e il 24 marzo. Tutti gli altri scenari sul banco, dalla conquista dell’intero Paese da parte della Russia alla vittoria dell’Ucraina, raccolgono pochi consensi.

Sullo scontro realmente in atto in Ucraina, le opinioni degli italiani divergono. Per il 30,4% è in corso una guerra che in realtà era cominciata nel 2014 con il colpo di Stato anti-russo in Ucraina, per il 22,3% è uno scontro tra una concezione democratica e una dittatoriale del potere con gli ucraini che stanno difendendo anche la democrazia europea, per il 21,7% è uno scontro politico-ideologico tra la visione globalista dell’Occidente che cerca di espandersi e chi non vuole farsi inglobare come la Russia, infine per il 19,8% è una guerra tra due Paesi, in cui uno ha illegittimamente aggredito l’altro.

A maggioranza positivi sono i giudizi degli italiani nei confronti del presidente ucraino Zelensky: per il 37,4% è da sostenere mentre per il 12,6% è da ammirare. Il 22,8% lo considera una semplice pedina degli Stati Uniti, invece il 19,5% non lo ritiene un vero democratico e non è meglio di Putin in quanto usa il proprio popolo.

Nessun dubbio sull’accoglienza ai profughi ucraini: per il 52% a loro va dato maggior sostegno rispetto a quelli di altra provenienza perché fuggono veramente da una guerra (40%) e perché hanno cultura, usi e costumi più simili ai nostri (12%). Per il 36% dovremmo accogliere tutti gli immigrati allo stesso modo. Solo una minoranza (7,6%) respinge qualsiasi tipo di accoglienza.

Il gradimento di Draghi rimane ampiamente sotto il 50% al 44,5%. Il Pd accorcia le distanze da Fratelli d’Italia salendo al 21,1%. Il partito di Giorgia Meloni flette di due decimi al 21,5%. Stabile la Lega al 18,1% mentre il Movimento 5 Stelle cala al 13%. Poche variazioni per gli altri partiti: Forza Italia è al 7,8%, Azione/+Europa è al 4,2%, Italia Viva al 2,6%, Italexit al 2,2%, Verdi all’1,8% e Partito Comunista all’1%.