Scuola, Renzi tenta il ‘colpaccio’: pronta la stabilizzazione di 100mila precari

Si avvicina il rush finale, in vista del doppio appuntamento col Consiglio dei ministri di venerdi’ e col Consiglio straordinario Ue di sabato, per il premier Matteo Renzi il quale, nel suo stile, ha salutato queste due importantissime scadenze con altrettanti tweet. Il primo, anche questo nel suo stile, e’ arrivato di buon mattino: Renzi ha scritto "Non male questo fine settimana: giustizia, Sblocca Italia, nomine europee, poi scuola e mille giorni. #Italia riparte#Ciao vacanze", mentre col secondo e’ entrato un po’ di piu’ nel merito del lavoro che sta affrontando, twittando "al lavoro sui #millegiorni", e aggiungendo il consueto hashtag #italiariparte. Ma venendo proprio al merito dei provvedimenti, una volta confermato ieri anche dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi che la parte del decreto sblocca Italia relativa alle grandi opere e agli incentivi alle ristrutturazioni sconta i problemi di copertura, sembra che l’attenzione del presidente del Consiglio si stia concentrando sulla scuola.

Dopo un incontro coi parlamentari del Pd che si occupano di istruzione, Renzi avrebbe scoperto le carte sulla mossa che "stupira’" gli italiani venerdi’ prossimo: si tratterebbe della stabilizzazione, da subito, di centomila docenti, che saranno quindi assunti definitivamente per il prossimo anno scolastico. Una mossa che era stata preceduta dalle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Giannini, che aveva parlato di "stop ai supplenti" dal meeting di Rimini. Ma anche in questo caso, lo scoglio della copertura economica non e’ facilmente aggirabile.

In questo senso, parla ancora una volta chiaro il ministro dell’Economia, Giancarlo Padoan in un’intervista sul Corriere della Sera, nella quale afferma che occorre "risparmiare su tutto" e che "i tagli sono necessari, ma gli obiettivi dei tagli di spesa terranno conto del quadro economico peggiorato. Il problema dei debiti arretrati della PA – ha aggiunto Padoan – di fatto e’ risolto in anticipo con la Cassa depositi e prestiti. Restano i debiti in conto capitale, che necessitano di una copertura perche’ impattano sull’indebitamento netto dello Stato. Quest’anno sono 2-300 milioni, l’anno prossimo 2-3 miliardi. Ce ne occuperemo con la legge di stabilita’".