Scontri a Roma, Alfano: diritto a manifestare è sacro, ma nei limiti di legge

Angelino Alfano, ministro dell’Interno, rispondendo in Senato sui fatti accaduti in occasione della manifestazione dei lavoratori dell’azienda AST di Terni a Roma, durante la quale un gruppo di manifestanti si è scontrato con le forse dell’ordine, ha detto: “è stato un brutto giorno per tutti". "Consentitemi – ha aggiunto – di dare la mia personale solidarietà ai lavoratori e agli agenti di polizia che ieri hanno riportato delle ferite", quattro per parte.  

"Ieri stesso nell’incontro con i sindacati – ha ribadito Alfano – ho proposto il Viminale come sede di un tavolo di confronto per un migliore coordinamento con le organizzazioni che organizzano questi cortei".

Alfano si è poi addentrato nei dettagli di quanto avvenuto ieri: "dall’inizio dell’anno, con questo governo, ci sono state 5934 manifestazioni, se le forze dell’ordine avessero voluto dare dimostrazione di forza avrebbero avuto altrettante occasioni per farlo e non l’hanno fatto. Questo potrebbe essere un indizio del fatto che forse l’input dato era esattamente l’opposto…". Ad ogni modo, ieri "era subentrato il timore che i manifestanti potessero dirigersi verso la Stazione Termini. Al corteo è stato inutilmente imposto l’alt, e inevitabilmente è avvenuto un contatto fisico che ha portato al ferimento di quattro lavoratori e di quattro agenti delle forze dell’ordine".

Quindi Alfano ha riconosciuto che "l’intervento del segretario della Fiom Maurizio Landini ha contribuito a riportare la calma" e assicurato che "nessun manifestante è stato denunciato. Per noi – spiega il ministro – il diritto a manifestare è sacro, anche in modo aspro, ma sempre nei limiti della legge" e anzi "la politica non deve fare l’errore di cavalcare il disagio occupazionale, usando una strategia che può dare frutti immediati ma che sarebbero avvelenati. Si deve fare uno sforzo di coesione".

La relazione del ministro non convince però i gruppi di opposizione, al punto che Sel e Movimento 5 Stelle hanno già pronte una mozione di sfiducia per Alfano, e il leghista Sergio Divina lo attacca in aula: "In questo governo se le cose vanno bene il premier se le ‘rivende’, ma se le cose non vanno bene manganella il suo ministro: ma allora lei in questo governo che ci fa?".

Per il capogruppo del Pd Luigi Zanda "in una democrazia avanzata come noi vogliamo sia la nostra, i lavoratori che gridano per il posto di lavoro e gli uomini delle forze dell’ordine che difendono la legalità repubblicana non possono, non debbono, giungere mai allo scontro. Per questo serve responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti".