Scelta Civica, Monti: né a destra né a sinistra, ma per le riforme

(RAVAGLI)- ROMA 28 APRILE 2013 PASSAGGIO CONSEGNA MONTI - LETTA A PALAZZO CHIGI NELLA FOTO ENRICO LETTA - MARIO MONTI FOTO RAVAGLI ------ PASSAGGIO CONSEGNA MONTI-LETTA

Mario Monti, aprendo la festa di Scelta Civica a Caorle (Venezia), introducendo sul palco il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha detto: “Il 28 aprile scorso, al passaggio della campanella" del cambio di guida del governo, "ho detto: che fortuna avere il successore che uno avrebbe sempre voluto avere". "Scelta civica è la più convinta formazione politica sostenitrice di questo governo. E sentiamo molto nostro il governo che tu presiedi", ha detto Monti rivolto al premier. "Enrico Letta – ha detto Monti – è la persona che consideriamo più adatta e con un programma che fa della crescita e dell’Europa i propri cardini". "A Letta mi uniscono sentimenti personali che risalgono molto indietro negli anni. E come ho fatto quando gli ho passato la campanella a palazzo Chigi ribadisco che e’ una fortuna di aver avuto come successore lui: Letta e’ il successore che avrei sempre voluto avere", ha ribadito l’ex premier, aggiungendo: “Non e’ vero che l’Italia non e’ governata. Gli italiani chiedono di essere governati". Ma, secondo il senatore a vita, “troppo spesso in questi anni è stata la politica ad essere carente dal lato dell’offerta di un governo con la voglia e la capacità di fare il suo mestiere".

Monti, alla festa del partito, ha voluto sottolineare: “Nè con la destra, nè con la sinistra, ma per e con le riforme". "A livello nazionale siamo più interessati a costruire e attuare le politiche giuste per evitare il declino dell’Italia piuttosto che ad arzigogolare sul fatto se sia meglio stare con la destra o con la sinistra", ha spiegato. "Scelta Civica considera fondamentale fare le riforme e le innovazioni necessarie al Paese”.

Sulla vicenda Berlusconi, Monti si dice convinto del fatto che la questione "sarà trattata con sufficiente freddezza per distinguere tra la decadenza di un senatore, pur autorevole, e la decadenza di un Paese, l’Italia". Per il Prof "sarebbe davvero irresponsabile provocare una crisi di governo in questo momento".