Ricerca, Bernini al Quirinale: nuovi bandi e piano per valorizzare i ricercatori
ROMA – Rafforzare il sistema della ricerca italiana e puntare sui giovani. È questo l’obiettivo delle nuove misure illustrate dal ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo.
Durante l’incontro, alla presenza dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca, il ministro ha fatto il punto sulle azioni avviate negli ultimi mesi per rilanciare il settore, sottolineando il ruolo strategico della ricerca per la crescita e la competitività del Paese.
“La ricerca deve tornare al centro delle politiche pubbliche”, ha dichiarato Bernini, evidenziando come le nuove iniziative rappresentino “interventi concreti per costruire una direzione chiara e duratura”.
Due direttrici: più fondi e stabilità per i ricercatori
Le misure presentate si sviluppano lungo due linee principali: da un lato il rafforzamento dei finanziamenti per la ricerca di base e applicata, dall’altro la valorizzazione del capitale umano.
In questo quadro si inserisce il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028, che introduce un sistema strutturato con tempi certi per i bandi, risorse stabili e un fondo unico, superando la frammentazione del passato.
Accanto al piano, il Governo punta anche sulla stabilizzazione con un programma straordinario di reclutamento che prevede l’assunzione di 2.000 ricercatori tra università ed enti pubblici, con uno stanziamento di oltre 60 milioni di euro annui. Una parte significativa riguarderà studiosi formati grazie ai progetti del PNRR, per evitare la dispersione delle competenze.
I tre nuovi bandi: oltre 300 milioni per la ricerca
Tra le prime misure operative del piano rientrano tre nuovi strumenti di finanziamento:
- PRIN 2026: oltre 260 milioni di euro per sostenere la ricerca fondamentale e favorire la collaborazione tra territori e competenze
- PRIN Hybrid: 59 milioni destinati a progetti multidisciplinari che integrano scienze, tecnologia, discipline umanistiche e sociali
- Synergy Grant: in arrivo entro il 30 aprile, con 50 milioni per progetti ad alto contenuto innovativo
Un pacchetto complessivo che punta a rafforzare la capacità del sistema italiano di produrre innovazione e competere a livello internazionale.
Premi e risorse per il post PNRR
Oltre ai bandi, il Ministero ha introdotto anche un sistema di finanziamento premiale per gli enti pubblici di ricerca: 40 milioni nel 2025 che saliranno a 60 milioni annui dal 2026. Le risorse saranno assegnate in base a criteri oggettivi, tra cui la qualità scientifica, la partecipazione a infrastrutture strategiche e la capacità di utilizzo dei fondi PNRR.
A queste si aggiungono ulteriori 300 milioni di euro già stanziati per sostenere la ricerca nella fase successiva al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Una strategia per il futuro del Paese
L’incontro al Quirinale ha rappresentato non solo un momento simbolico, ma anche l’occasione per ribadire una strategia precisa: rendere la ricerca una leva centrale dello sviluppo italiano.
Dalla programmazione stabile dei fondi alla valorizzazione dei giovani talenti, passando per l’integrazione tra discipline e innovazione, il piano del MUR punta a costruire un sistema più solido, competitivo e capace di affrontare le sfide globali.































