Immigrazione, Alfano: chi arriva rispetti nostre leggi

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Basta con i Cie devastati: i migranti che arrivano in Italia "devono rispettare le nostre leggi, cosi’ come noi rispettiamo i loro diritti". E’ netta la posizione del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al termine della riunione dei ministri del G6 (Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Polonia), che ha presieduto oggi a Roma.

Durante il summit e’ stato segnalato anche il rischio che terroristi possano annidarsi nei flussi migratori. L’immigrazione e’ stato uno dei quattro temi discussi nella riunione dagli otto ministri dell’Interno, presente anche l’attorney general americano Eric Holder. Terrorismo, criminalita’ organizzata e femminicidio gli altri punti all’ordine del giorno. La guerra in Siria, la crisi in Egitto e Libia hanno prodotto un incremento degli sbarchi via mare, mettendo anche a dura prova le strutture di accoglienza, soprattutto i Cie (Centri di identificazione ed espulsione), dove i disordini sono ormai all’ordine del giorno. Secondo Alfano, pero’ il "sistema ha tenuto". Ed ha annunciato la linea dura contro chi delinque. "Noi – ha sottolineato – abbiamo a cuore i diritti umani dei migranti, abbiamo dato una straordinaria accoglienza a queste persone, siamo andati a salvare barconi in difficolta’ davanti alle coste di altri Paesi, abbiamo ampliato a 16mila posti lo Sprar (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ma – ha aggiunto – chi arriva deve poi rispettare le nostre leggi".

Giorni fa, ha ricordato, "alcuni hanno devastato padiglioni del Cie di Milano e questo non sara’ piu’ tollerato". Massima attenzione anche al terrorismo, specie dopo le minacce di al Qaida oggi agli Usa e l’attentato al consolato americano di Herat in Afghanistan. Ormai, ha riferito Alfano, "c’e’ un franchising del terrore, con cellule che agiscono col ‘brand’ di al Qaida sul territorio".

Da tenere d’occhio, in particolare due fenomeni: quello dei ‘combattenti’ stranieri che partono dall’Occidente per andare in Paesi in guerra e poi tornano "radicalizzati e spesso non animati da spirito di pace" ed i terroristi solitari, che agiscono sganciati da organizzazioni. L’Italia ha infine portato sul tavolo del G6 il tema del femminicidio. "Abbiamo esposto – ha detto il titolare del Viminale – la nostra posizione, sintetizzata dal decreto approvato lo scorso 8 agosto: prevenire il reato, proteggere la vittima, punire il colpevole. Ed abbiamo ottenuto un grande consenso. Ora l’auspicio e’ che il femminicidio diventi un tema europeo".