Salvini, dopo Bologna Renzi avrà qualche problemino in più

Northern League party leader Matteo Salvini helds a rally in Rome February 28, 2015. The leader of Italy's right-wing Lega Nord party, Matteo Salvini, held a protest against the policy of Prime Minister Matteo Renzi's government. At the same time, left-wing movements and associations held a "Mai con Salvini" (Never with Salvini) counter-demonstration also in Rome. AFP PHOTO / TIZIANA FABI

La manifestazione della Lega a Bologna, l’8 novembre "sarà una bellissima giornata", ha detto Matteo Salvini in visita a Expo. "Nascerà qualcosa di nuovo, sarà una giornata tranquilla di proposta e costruzione". Al sindaco di Bologna è stato "legittimamente chiesto e ottenuto di occupare una piazza e non penso basterà per tutta la gente che verrà".

Dal 9 novembre, dice Salvini, "Matteo Renzi avrà qualche problemino in più", e sulla partecipazione di Silvio Berlusconi aggiunge "ha detto che è disponibile a venirci, lui e la Meloni sono i benvenuti".

In realtà Berlusconi non ha ancora deciso se partecipare alla manifestazione organizzata e promossa dal Carroccio. Il Cavaliere ci sta ancora pensando e riflette con i suoi.  Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, commenta: “Sono tra quanti esortano da tempo Berlusconi a riprendere una forte iniziativa politica e una guida diretta di Fi e del centrodestra. Ma proprio per questo ritengo che una sua eventuale presenza alla manifestazione di Bologna debba essere collegata alla definizione di una piattaforma comune”. Dunque “si mettano allora intorno a un tavolo tutti i partiti alternativi alla sinistra anche in questa occasione di Bologna. Bisogna agire uniti perché il protagonismo, per quanto salutato da un momentaneo successo, non è sufficiente per creare una forte alternativa di centrodestra”.

Bene Salvini, ma per Gasparri “Berlusconi resta un riferimento essenziale e credo che la sua generosità debba essere colta facendo delle manifestazioni annunciate e di tanti altri appuntamenti un momento costruttivo per un nuovo progetto. Bisogna stare in piazza, tra la gente, ma con chiarezza e senza subalternità. Sbaglia chi ha inseguito fino al tradimento il mito di Renzi. Sbaglierebbe – conclude Gasparri – chi nel centrodestra proponesse altri tipi di subalternità per Fi e Berlusconi”.