Riforme, ritardo e poco sonno: auto-analisi Pd su falsa partenza

"Il numero legale e’ mancato per colpa del Pd? Cercate di capire, pero’, ieri siamo andati a letto alle 3…". Falsa partenza questa mattina per la maggioranza che sostiene la riforma della Costituzione e nel Pd si riflette sul come e sul perche’. Sul banco degli imputati, a sentire gli uomini di partito, la stanchezza accusata ieri notte in aula. Colpa del sonno, insomma. Alle 10, infatti, mentre l’aula e’ sospesa, il Transatlantico stenta ancora a popolarsi. Roberto Speranza, capogruppo del Pd, e’ alla buvette con Nico Stumpo e Alfredo D’Attorre: davanti a un cappuccino e a delle fette biscottate provano a ragionare sui numeri. Nel corridoio vicino ai bagni s’incrociano Ernesto Carbone e Piero Martino, arrivati tardi e assenti alla votazione.

Nel frattempo, in Transatlantico, un capannello di deputati si stringe intorno a Marina Sereni. Lei, vicepresidente della Camera, si e’ trovata stanotte nel mezzo della bufera d’aula, in sostituzione di Laura Boldrini. "Almeno smettete di lanciarvi le cose", ha detto a un certo punto. L’invito pero’ e’ servito a poco. Urla, proteste, accuse sono andate in onda a lungo, mentre la maggior parte degli italiani era incollata davanti al festival di Sanremo.

Ora una decina di deputati sono intorno a lei, che dallo smartphone mostra a tutti un Carlo Sibilia (M5S) che in aula si sbraccia e grida. Fioroni ride, qualcun altro racconta: "Si vede Sibilia che fa il gesto delle manette e poi si indica la tempia, come dire ‘questa e’ pazza’".

Poco piu’ in la’, Renato Brunetta siede tranquillo su un divanetto. All’improvviso in Transatlantico si materializza Franco Marini, in tanti si precipitano a stringergli la mano. Alessandro Di Battista ha radunato intorno a se’ almeno 5 grillini e li arringa con enfasi, noncurante di quello che succede intorno a lui.