Riforme, Renzi: faremo anche senza Berlusconi, si punta al 2018

"Non vogliamo farci bloccare dal tentativo delle opposizioni di fermare" le riforme. "Non accettiamo che un’arma di veto, l’ostruzionismo, possa fermare il nostro lavoro: in questa legislatura il si’ e no non lo danno le opposizioni. Propongo continuare a trovare le ragioni degli accordi e le intese con tutte le opposizioni che vorranno stare al tavolo, ma a noi spetta il compito di continuare a guidare la macchina". Cosi’ Matteo Renzi, parlando di riforme davanti alla direzione Pd. "Che le opposizioni scappano in aula – continua – è un fatto negativo, ma non ci facciamo fermare”. 

"Spero di ultimare la riforma della scuola nell’ultimo Consiglio dei ministri di febbraio. Ci stiamo organizzando ma credo ci sarà un provvedimento d’urgenza e un disegno di legge delega". "Spero che mercoledi’ possa essere approvato un primo passaggio sui reati ambientali, per dare anche un messaggio positivo di come la Green Economy possa creare posti di lavoro".

Renzi è pronto a fare le riforme anche senza Silvio Berlusconi. "Il derby dentro Forza Italia e’ tra chi vuole le elezioni anticipate e chi vuole arrivare a uno scenario piu’ ampio che e’ quello del 2018. Io so che noi arriveremo al 2018 con o senza di loro e facendo le riforme. Spero con loro ma andremo avanti comunque".

"Questo travaglio dentro Forza Italia – aggiunge – va rispettato, c’e’ una linea piu’ intransigente, come quella di Brunetta che dice ‘le riforme fanno schifo andiamo a votare’. E c’e’ un’altra posizione che non definisco dialogante ma ragionevole, che avendo scritto quelle riforme insieme a noi vuole concludere". Il Jobs Act? "Il contratto a tutele crescenti, abbiamo verificato, sta comportando un consistente aumento delle assunzioni. Aggiungo che, purtroppo, ciò avviene solo al Nord, di questo semmai siamo un po’ preoccupati".

"C’è il tema della Rai che non è più rinviabile. La nostra scommessa è fare della Rai l’azienda più innovativa d’Europa in termini di offerta culturale". "Io ritengo – ha aggiunto – sia il più grande asset" culturale del nostro Paese. E poi Quirinale. Quello di Mattarella per Renzi e’ un settennato nel quale "c’e’ l’impegno dei giocatori a fare quello che l’arbitro ci ha chiesto nel discorso inaugurale. Posso dire che tutto il Pd e’ impegnato nel dare una mano in un momento non semplice".

Spazio anche alla Libia. "La questione libica e’ centrale. La situazione in Libia non ha visto miglioramenti", e’ stato vano anche se generoso "lo sforzo dell’Italia di continuare" a tenere aperta l’ambasciata. "C’e’ un deteriorsi della situazione, ma ci vuole buon senso e saggezza. Non si puo’ passare dall’indifferenza all’isteria", nota Renzi. "Questo non vuol dire sottovalutare il problema", osserva allo stesso tempo il presidente del Consiglio.