Si sono conclusi a Roma i lavori dell’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, momento centrale di confronto istituzionale sul futuro della rappresentanza delle comunità italiane nel mondo, tra riforme, partecipazione democratica e nuove sfide legate alla mobilità contemporanea.
L’Assemblea si è aperta alla Farnesina con l’intervento del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, nella sua veste di presidente del CGIE. Tajani ha ribadito il valore strategico delle comunità italiane all’estero per il Sistema Italia, sottolineando il contributo dei connazionali alla promozione economica, culturale e diplomatica del Paese nel mondo. Il ministro ha inoltre confermato l’impegno del Governo nel rafforzamento dei servizi consolari, nella modernizzazione amministrativa e nella tutela della partecipazione democratica degli italiani residenti oltreconfine.
Alla sua prima partecipazione all’Assemblea del CGIE, il sottosegretario con delega agli italiani all’estero, Massimo Dell’Utri, ha illustrato la Relazione di Governo, evidenziando la necessità di consolidare il dialogo permanente con il Consiglio Generale, definito uno strumento essenziale per accompagnare l’evoluzione delle comunità italiane nel mondo.
Ampio spazio è stato dedicato ai servizi consolari e all’innovazione digitale, con particolare attenzione al potenziamento della piattaforma Fast-It e alla preparazione della rete diplomatico-consolare in vista delle prossime elezioni dei Comites.
Nella relazione introduttiva, la segretaria generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, ha sottolineato come “il lavoro del CGIE rappresenti una ricchezza”, invitando l’Amministrazione degli Esteri a rendere ancora più efficace il nuovo metodo di collaborazione istituzionale. Prodi ha inoltre ricordato alcuni risultati ottenuti grazie all’azione del Consiglio Generale, tra cui il rilascio della carta d’identità elettronica tramite i Comuni italiani, operativo dal prossimo giugno, il rilancio del tavolo sui lavoratori frontalieri e la riattivazione del comitato anagrafico-elettorale.
Nel corso dei lavori è stato evidenziato come diversi ordini del giorno approvati dal CGIE abbiano dato origine a disegni di legge su temi cruciali quali assistenza sanitaria, fiscalità, contrasto allo spopolamento e insegnamento della storia dell’emigrazione italiana nelle scuole, quest’ultimo recentemente accolto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in una specifica circolare.
Tra i temi centrali dell’Assemblea anche la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo. Il CGIE ha infatti rivendicato importanti risultati, come il ritorno della competenza sulla materia alla Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI e l’avvio di un tavolo operativo sugli enti gestori.
Ampio dibattito anche sulla riforma della cittadinanza italiana. Il Consiglio Generale ha ribadito il proprio ruolo attivo nel confronto istituzionale, sottolineando l’importanza di garantire il riconoscimento della cittadinanza a chi mantiene un legame reale con l’Italia. Sul tema, il CGIE ha ricordato anche l’auspicio espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché venga ascoltata la riflessione maturata all’interno dell’organismo.
Uno dei passaggi più significativi della plenaria ha riguardato il rinnovo dei Comites previsto entro il 2026. Il CGIE ha approvato un documento specifico per favorire una maggiore partecipazione al voto, proponendo la semplificazione delle procedure di raccolta firme per le liste elettorali, il rafforzamento del personale consolare e una campagna informativa capillare.
Sul fronte operativo, il direttore generale della DGIT del MAECI, ministro plenipotenziario Silvia Limoncini, ha assicurato che sono già state avviate le procedure necessarie e che si stanno studiando soluzioni per facilitare le operazioni elettorali, a partire dall’autenticazione delle firme.
Nel corso dell’Assemblea è emersa inoltre una riflessione più ampia sul futuro della rappresentanza democratica degli italiani all’estero e sul valore storico del sistema costruito negli ultimi decenni, considerato un patrimonio istituzionale da aggiornare rispetto ai nuovi flussi migratori e alle esigenze delle giovani generazioni.
Le Commissioni continentali e tematiche hanno presentato relazioni, mozioni e ordini del giorno dedicati alle criticità dei servizi consolari, alla promozione della lingua italiana, del Made in Italy e dell’informazione per i connazionali all’estero, ma anche al rapporto con le nuove mobilità giovanili e alla necessità di una strategia nazionale per incentivare il rientro dei giovani italiani emigrati.
Particolarmente significativo anche il confronto con i parlamentari eletti all’estero, dedicato alle prospettive di riforma della cittadinanza, del voto all’estero e degli organismi di rappresentanza. Durante il dibattito è stata ribadita la necessità di mantenere un raccordo stabile tra CGIE, Parlamento e Governo per rafforzare la partecipazione democratica delle collettività italiane nel mondo.
Nel quadro del rafforzamento del dialogo istituzionale, l’Assemblea ha inoltre rilanciato i rapporti con le Consulte regionali dell’emigrazione e con gli esperti del CGIE, valorizzando il ruolo delle reti associative storiche impegnate nella tutela delle comunità italiane all’estero.
Spazio anche al tema dell’informazione per gli italiani nel mondo, con un incontro dedicato all’offerta informativa della RAI per l’estero e ai nuovi strumenti di comunicazione rivolti alle collettività oltreconfine.
Durante la sessione conclusiva a Villa Lubin, alla presenza del vicepresidente del CNEL Claudio Risso, il professor Luca Paolazzi ha presentato uno studio sull’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati. Da questa ricerca nasce anche un sondaggio rivolto ai giovani expat italiani, finalizzato a comprendere bisogni, aspettative e rapporto con il Paese delle nuove generazioni emigrate.
Tra i progetti illustrati nel corso della plenaria anche “L’Europa in Movimento”, iniziativa promossa dal CGIE per la creazione di un’Agenzia europea dedicata ai cittadini in mobilità, alle politiche sociali, al lavoro e ai diritti civili e politici delle diaspore europee.
Infine, in vista delle prossime ricorrenze istituzionali — i quarant’anni dei Comites, i trentacinque del CGIE e i vent’anni della Circoscrizione Estero — la vicesegretaria generale Silvana Mangione ha presentato una relazione dedicata alla storia della rappresentanza degli italiani all’estero, sottolineando il valore democratico e politico di un sistema costruito in decenni di partecipazione delle collettività italiane nel mondo.































