Marcinelle 1956-2026, la memoria dell’emigrazione italiana diventa teatro
ROMA – A settant’anni dalla tragedia mineraria di Disastro di Marcinelle, il progetto multidisciplinare “Una storia italiana. Marcinelle 1956-2026” punta a riportare al centro della memoria collettiva una delle pagine più dolorose dell’emigrazione italiana.
L’8 agosto 1956, nella miniera del Bois du Cazier, in Belgio, persero la vita 262 lavoratori, di cui 136 italiani. Una tragedia che segnò profondamente la storia dell’emigrazione e del lavoro in Europa.
Il progetto, diretto artisticamente da Pino Strabioli, nasce con l’obiettivo di trasformare la commemorazione in un racconto condiviso, capace di unire teatro, ricerca storica e riflessione civile.
Secondo gli organizzatori, “Una storia italiana” vuole restituire agli italiani in patria e all’estero il significato profondo della tragedia di Marcinelle, mettendo in luce il legame tra identità nazionale, lavoro e fenomeno migratorio.
I minatori italiani arrivati in Belgio provenivano da numerose regioni della Penisola e portarono con sé dialetti, tradizioni e culture differenti. Marcinelle diventa così il simbolo dell’Italia del dopoguerra: un Paese ancora frammentato territorialmente ma unito dalla fatica del lavoro e dall’esperienza dell’emigrazione.
Il progetto assume inoltre una dimensione internazionale, ricordando che nella tragedia morirono lavoratori provenienti da dieci Paesi diversi. Un evento che contribuì a rafforzare in Europa una nuova consapevolezza sui temi della sicurezza sul lavoro e dei diritti dei lavoratori migranti.
Il percorso commemorativo si apre ufficialmente oggi, 18 maggio, alle 18.30, presso il Teatro de’ Servi, con il simposio internazionale “Marcinelle e l’Europa del lavoro”.
L’incontro, condotto da Pino Strabioli, vedrà la partecipazione di Fausto Bertinotti, chiamato a intervenire sui temi delle politiche migratorie e della sicurezza sul lavoro. Previsti anche momenti teatrali e letture sceniche curate da Ariele Vincenti e dal cast dello spettacolo.
Il cuore del progetto sarà rappresentato dallo spettacolo teatrale “Una storia italiana”, in programma il 15 giugno 2026 presso il teatro dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles.
Il testo è firmato da Ariele Vincenti, che cura anche la regia insieme a Luca Ferrini. Sul palco saliranno lo stesso Vincenti insieme a Francesco Cassibba, Sarah Nicolucci, Vincenzo Tosetto, Giacomo Rasetti e Luca Ferrini.
A settant’anni da Marcinelle, il teatro torna così a dare voce alle storie degli emigrati italiani, trasformando la memoria in uno strumento di riflessione sul presente e sul futuro dell’Europa del lavoro.




























