Renzi al Sud, ‘dare un messaggio di fiducia a Sicilia e Mezzogiorno’

L’Italia ha tanti problemi, ma anche tante storie bellissime. Non mi faccio chiudere nei palazzi e vado ad ascoltarle, come sempre". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che aggiunge l’hashtag #sud per ricordare che oggi lo attende un tour del Mezzogiorno che lo portera’ a Catania, Reggio Calabria e in Irpinia.

"Dare un messaggio di fiducia per la Sicilia e per il Mezzogiorno, perché di fronte ai problemi dobbiamo essere in grado di trovare delle opportunità". E’ questo per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, intervistato dal quotidiano La Sicilia di Catania, lo scopo della sua visita lampo di oggi nel capoluogo etneo.

Il premier, alla domanda relativa al calo delle affluenze alle urne, ha spiegato: "Il problema del distacco tra cittadini e politica è in cima alle mia preoccupazioni. E vorrei esser chiaro. Se questo accade è colpa della politica, non certo dei cittadini. Ecco perché abbiamo iniziato con l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, la fine delle provincie, il tetto degli stipendi ai manager, fino ad arrivare a limitare gli stipendi ai consiglieri rionali e alla fine dei rimborsi ai gruppi consiliari".

Quindi Renzi, reduce dalla sortita al Parlamento europeo di Strasburgo per assistere all’intervento di Papa Francesco, ha commentato il discorso del Pontefice osservando come abbia "richiamato l’Europa alla sua missione, alle ragioni originarie della sua unione a partire dalla pace. E’ stato un messaggio forte – ha aggiunto Renzi -, di altissimo profilo che tutti dobbiamo impegnarci a tradurre in azione concreta".

Relativamente al semestre di presidenza europeo, che il mese prossimo giungerà al termine, Renzi ha detto: "Nel mio discorso di inizio semestre ho indicato quali fossero a giudizio dell’Italia gli obiettivi non solo economici ma di civiltà che l’Europa è chiamata a proporre al mondo forte della sua storia ma soprattutto del suo futuro. Durante questi 6 mesi è stato il motivo di fondo che ha condotto la nostra azione. Se oggi in Europa si ritorna a parlare di crescita e innovazione e non solo di rigore e austerità mi permetto di dire che è anche un po’ merito dell’Italia. Un cambio di prospettiva particolarmente importante anche per il mezzogiorno".

Quindi la domanda sui "mal di pancia del Pd", alla quale il premier ha risposto: "Il Pd si è preso l’impegno di far uscire l’Italia dalla crisi per tornare a essere protagonista in Europa. Lo sta dimostrando nei fatti e i cittadini l’hanno capito bene, come dimostra il voto alle europee". Infine, alle tante critiche sollevate dal Jobs Act, Renzi ha replicato: "Con lo sblocca Italia abbiamo voluto aggredire con decisione tutte quelle norme che nel tempo sono servite solo a complicare la vita dei cittadini, semplificare non significa però che ognuno vuole fare quello che vuole senza regole". Sulle trivelle, che stanno creando molte polemiche in Sicilia, ha concluso: "Anche sulle norme che riguardano le trivellazioni deve essere chiaro che non c’è alcun cedimento sul piano delle tutele ambientali, anzi si inseriscono misure di garanzie e controlli più stringenti di prima".

LA PROTESTA DEGLI STUDENTI In occasione della visita del presidente del Consiglio Matteo Renzi, alle 12,30 in piazza Universita’ si terra’ la manifestazione di protesta di studentesse e studenti, precari, lavoratrici e lavoratori, collettivi, movimenti e soggetti politici. "Lo slogan- si legge in una nota – e’ ‘disoccupazione, sfratti, precarieta’. Cacciamo Renzi dalla citta”". Tra i motivi della protesta vengono elencati dasi manifestanti: "L’approvazione del Jobs Act che precarizzera’ ancora di piu’ il lavoro e annullera’ i diritti di lavoratrici e lavoratori, l’approvazione del decreto Sblocca Italia che apre la strada alla cementificazione del territorio e alle trivellazioni nel nostro mare, i tagli previsti in finanziaria per istruzione, sanita’ ed enti locali (solo il Comune di Catania subira’ 10 milioni di euro di tagli), un tentativo di riforma della scuola che vuole privatizzare ancora di piu’ l’istruzione pubblica, sono misure inaccettabili che vanno bloccate".