Mattarella: bene i ricercatori all’estero, ma senza impoverire l’Italia
ROMA – La presenza di ricercatori italiani nel mondo rappresenta una risorsa, ma non deve tradursi in una perdita per il sistema nazionale. È questo il messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’incontro al Quirinale con il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e i rappresentanti degli enti di ricerca.
“Collaborazione internazionale, non fuga di cervelli”
Nel suo intervento, Mattarella ha chiarito il significato della “ricerca italiana nel mondo”, sottolineando come non debba essere interpretata come una semplice diffusione dei ricercatori italiani all’estero.
“È la collaborazione, l’integrazione con la ricerca nel mondo e lo sviluppo”, ha affermato il Capo dello Stato.
Un fenomeno positivo, dunque, quello dei giovani ricercatori che trovano successo fuori dai confini nazionali, purché non comporti un indebolimento del sistema italiano della ricerca.
Il nodo centrale: stabilità e prospettive
Il Presidente ha poi posto l’accento su un punto cruciale: la necessità di garantire stabilità e certezze al settore.
“La stabilità e le certezze sono un elemento essenziale per sorreggere il tessuto della ricerca del nostro Paese”.
Non si tratta, ha precisato, di un’esigenza burocratica, ma della condizione necessaria per consentire una programmazione efficace. La ricerca, infatti, richiede tempi lunghi, continuità e prospettive solide.
Investimenti e strumenti per il futuro
Nel suo intervento, Mattarella ha ribadito l’importanza di sostenere la ricerca non solo dal punto di vista finanziario, ma anche attraverso strumenti adeguati che permettano a università ed enti di operare con efficacia.
Un richiamo che si inserisce nel più ampio dibattito sul rafforzamento del sistema scientifico italiano, tra investimenti, valorizzazione dei talenti e capacità di competere a livello internazionale.
Una sfida strategica per il Paese
L’incontro al Quirinale conferma come il tema della ricerca sia centrale per lo sviluppo dell’Italia.
Favorire l’internazionalizzazione senza perdere competenze, garantire stabilità e sostenere i giovani ricercatori: sono queste le sfide su cui si gioca il futuro del sistema scientifico nazionale.































