Pier Luigi Bersani non ha ancora rinunciato a cercare un outsider per chiudere con un colpo d’ala la partita del Quirinale, raccogliendo un consenso che vada oltre un’intesa con il Pdl. Ma in realta’, la sfida, sono ormai consapevoli i piu’ dentro il Pd, e’ tra due e tocchera’ a Silvio Berlusconi trarre il dado: Giuliano Amato e Massimo D’Alema, che in realta’, in un Pd lacerato tra correnti e tensioni, sembra essere il candidato che riscuote il maggior consenso nell’ottica di eleggere nelle prime tre votazioni il nuovo Capo dello Stato. Oggi, in vista dell’incontro con il Cavaliere, previsto per domani ma non ancora nell’agenda ufficiale, il segretario dem ha incontrato, ad un ad uno, alcuni ‘papabili’ per il Colle: Franco Marini, Anna Finocchiaro e Luciano Violante. I primi due finiti sotto il tiro di Matteo Renzi ma ai quali, a quanto si apprende, Bersani avrebbe garantito che saranno inseriti comunque nella rosa per cercare un accordo. Non ci sara’, invece, tra i nomi da sottoporre a Berlusconi Romano Prodi perche’, avrebbero spiegato oggi Maurizio Migliavacca in un incontro con Giacomo Portas dei Moderati, sarebbe un candidato di rottura.
In realta’ una larga fetta dei fedelissimi del leader Pd aveva sperato fino a oggi che le Quirinalie del M5S togliessero le castagne dal fuoco di Bersani mettendo il Pd davanti alla scelta secca e irrifiutabile del Professore. Ma la consultazione tra i grillini e’ andata in altro modo e per ora l’offerta del comico genovese di convergere su un loro candidato, Gabanelli o Rodota’, risulta irricevibile nell’ottica, si ribadisce al Nazareno, di rispettare la Costituzione che prevede i 2/3 per le prime votazioni. Dalla quarta, e’ noto a tutti, si apre un’altra partita che rischia di aprire una ‘guerra tra bande’ nel Pd, e non solo, e a portare a scelte non del tutto pilotabili.
La sfida di Bersani, d’altra parte, e’ doppia, se non tripla se si considera che dall’elezione del presidente della repubblica dipendera’ molto delle scelte per uscire dallo stallo del governo. Oltre a dover cercare il profilo di un candidato alto, il leader Pd non puo’ prescindere dall’obiettivo di tenere unito il partito. E nel sondaggio informale, compiuto in questi giorni dai capigruppo Luigi Zanda e Roberto Speranza nei gruppi parlamentari, sembra, a quanto si apprende da fonti parlamentari, che sia Massimo D’Alema l’uomo che raccoglie il consenso piu’ ampio. Sull’ex ministro degli Esteri sembrano convergere sia i ‘giovani turchi’ sia gli ex PPI di Giuseppe Fioroni mentre la figura di Giuliano Amato sembra piu’ divisiva anche se in pochi, tra i quali Pippo Civati, hanno il coraggio di dire apertamente che non voterebbero il Dottor Sottile. Matteo Renzi, d’altra parte, dopo aver affondato Marini e Finocchiaro, non e’ contrario a nessuno dei due candidati perche’, chiarisce il fedelissimo Dario Nardella, serve ‘una personalità in grado di rappresentare al meglio l’Italia a livello internazionale: Amato potrebbe essere un nome che risponde a questo profilo, cosí come Prodi o D’Alema’.






























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