Protesta No Tav in Val Susa, ‘nostra lotta va avanti’

Non si ferma la protesta No Tav contro le 47 condanne, per un totale di quasi 150 anni di carcere, pronunciate nel maxi processo per gli scontri dell’estate 2011. Dopo quelle dei giorni scorsi, nel pomeriggio alcune centinaia di manifestanti si sono incamminati dall’abitato di Giaglione verso il cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa. Una "passeggiata" per dimostrare – dicono – che "la nostra lotta non si ferma”, terminata con fuochi d’artificio, a cui le forze dell’ordine hanno risposto con alcuni lacrimogeni.

Poco oltre la meta’ del percorso uno dei due spezzoni del corteo e’ stato fermato da un dispositivo di ‘betafence’ e recinzioni collocate sul sentiero. La prefettura, per l’occasione, aveva infatti diffuso un’ordinanza per vietare il passaggio su qualsiasi strada che da Giaglione e da Chiomonte conducono al cantiere della Torino-Lione.

Un blocco "incostituzionale" per lo storico leader del movimento, Alberto Perino. "Si impedisce anche ai proprietari dei terreni in prossimita’ dell’area di potervi accedere, in modo prolungato e immotivato. E’ facile vincere quando il croupier bara, il gioco e’ truccato e chi dovrebbe controllare il gioco e’ amico del banco" ha aggiunto Perino, mentre la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Francesca Frediani, presente alla manifestazione, ha parlato di un’ azione "vergognosa e antidemocratica". Dopo le proteste, la decisione di riunirsi in presidio, un centinaio di metri prima da betafence e recinzioni.

Nel frattempo un nutrito gruppo di attivisti ha imboccato i sentieri che, costeggiando la montagna, conducono alla Valle Clarea. In un primo momento fonti delle forze dell’ordine hanno riferito che non ci sono stati avvicinamenti al cantiere e che l’ordinanza prefettizia era stata sostanzialmente rispettata. Nel tardo pomeriggio, pero’, sono arrivati i fuochi d’artificio, lanciati da una trentina di manifestanti No Tav che hanno violato l’area di rispetto.

Tre salve, a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, lanciate verso la zona est del cantiere. Per far cessare l’azione di disturbo e allontanare i dimostranti, la polizia ha risposto con il lancio di alcuni lacrimogeni. Non risultano al momento fermi, a differenza di quanto avvenuto nei giorni scorsi, quando tre persone sono state identificate per il blocco dell’autostrada Torino-Bardonecchia e una sassaiola contro le forze dell’ordine.