Quattordici volontari internazionali sono stati arrestati dalle autorità israeliane in Cisgiordania mentre partecipavano alla raccolta delle olive insieme alla popolazione palestinese.
Tra loro ci sono anche cittadini italiani, compresa Giorgia Lombardi, consigliera comunale della Spezia e componente del Consiglio nazionale di Europa Verde.
L’episodio è avvenuto nei pressi di Kafr Ni’ma, località situata a circa 23 chilometri da Ramallah.
La vicenda ha provocato la reazione di esponenti politici italiani, che chiedono al Governo e alla Farnesina di attivarsi immediatamente per tutelare i connazionali coinvolti e ottenere la loro liberazione.
BONELLI: «HO INFORMATO PERSONALMENTE IL MINISTERO DEGLI ESTERI»
A denunciare quanto accaduto è stato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che afferma di aver ricevuto direttamente un messaggio vocale dalla consigliera Lombardi.
«Ho informato personalmente il Ministero degli Esteri dopo aver ricevuto un messaggio vocale da Giorgia Lombardi, nel quale mi raccontava quanto stava accadendo», ha dichiarato Bonelli.
Secondo la ricostruzione riferita dal parlamentare, prima dell’intervento delle forze israeliane si sarebbero verificati episodi di violenza ai danni dei palestinesi e dei volontari internazionali.
«I palestinesi sono stati brutalmente picchiati dai coloni israeliani e i volontari internazionali sono stati aggrediti. Sono poi intervenuti l’esercito e la polizia israeliana che, invece di arrestare i coloni responsabili delle violenze, hanno arrestato i volontari impegnati nella raccolta delle olive, ritirando loro i passaporti».
Bonelli punta il dito contro il Governo israeliano e chiama in causa anche l’esecutivo italiano, accusandolo di tollerare una situazione che definisce inaccettabile.
«Siamo di fronte all’ennesimo, inaccettabile episodio di violenza riconducibile alle politiche del governo criminale di Netanyahu, che il governo italiano continua a tollerare».
Il deputato chiede quindi un intervento urgente della diplomazia italiana:
«Chiediamo l’immediata attivazione del Ministero degli Esteri e della nostra rappresentanza diplomatica per garantire la sicurezza e la liberazione dei cittadini italiani coinvolti e degli altri volontari. Non è accettabile che chi aiuta pacificamente i palestinesi venga arrestato mentre chi esercita violenza rimane impunito».
LA SPEZIA, LEALI: «CHIEDIAMO L’IMMEDIATA LIBERAZIONE DI GIORGIA LOMBARDI»
Sulla vicenda è intervenuto anche Roberto Centi, capogruppo in Consiglio comunale di LeAli a Spezia/Alleanza Verdi e Sinistra, che ha espresso preoccupazione e solidarietà nei confronti della consigliera.
«Esprimiamo profonda preoccupazione e indignazione per l’arresto della nostra consigliera comunale Giorgia Lombardi, fermata dalle autorità israeliane in Cisgiordania mentre, insieme ad altri volontari internazionali, partecipava pacificamente alla raccolta delle olive a sostegno della popolazione palestinese. Chiediamo la sua immediata liberazione e quella di tutti gli altri attivisti coinvolti».
Centi ha ricordato l’impegno politico e civile di Lombardi a favore della popolazione palestinese, sottolineando come la sua presenza in Cisgiordania rappresenti una scelta di solidarietà.
«Nella tragedia palestinese, che non riguarda soltanto la Striscia di Gaza ma anche la Cisgiordania, Giorgia si è distinta fin dal primo momento per la sua sensibilità, il coraggio e l’impegno concreto a difesa di un popolo perseguitato, i cui diritti fondamentali vengono sistematicamente violati in spregio al diritto internazionale e ai più elementari principi di umanità».
E ancora: «La sua presenza in Palestina testimonia una scelta di solidarietà autentica, coerente con i valori che ha sempre portato avanti anche nella sua attività politica e istituzionale alla Spezia».
L’APPELLO AL GOVERNO ITALIANO
Anche Centi contesta la dinamica degli arresti, evidenziando quella che considera una contraddizione particolarmente grave: i volontari impegnati in un’attività di solidarietà sarebbero stati fermati dopo le aggressioni denunciate nei confronti dei palestinesi e degli stessi attivisti.
«Quanto accaduto è particolarmente grave: mentre i coloni aggrediscono i palestinesi e chi cerca pacificamente di aiutarli, sono proprio i volontari internazionali a essere arrestati».
Il capogruppo di LeAli a Spezia chiede quindi al Governo italiano di utilizzare tutti i canali diplomatici disponibili.
«Chiediamo al Governo italiano e al Ministero degli Esteri di intervenire con la massima urgenza, attraverso tutti i canali diplomatici, per garantire l’incolumità di Giorgia e degli altri cittadini coinvolti e ottenere la loro immediata liberazione».
La conclusione del suo intervento è netta: «La solidarietà pacifica non può essere considerata un crimine e la difesa dei diritti umani non può essere repressa».
La vicenda riporta ancora una volta l’attenzione sulla situazione in Cisgiordania e sulle tensioni tra coloni israeliani e popolazione palestinese. Ora la richiesta delle forze politiche italiane è rivolta alla Farnesina: verificare le condizioni dei connazionali fermati e attivarsi per garantire loro assistenza e tutela diplomatica.































