La caduta dei capelli è un problema che può incidere profondamente sulla percezione di sé, ma sulla quale gli italiani mostrano ancora una conoscenza limitata.
Solo il 15% degli intervistati ritiene infatti di conoscere bene o molto bene le cause della perdita dei capelli e i trattamenti disponibili.
È quanto emerge dall’Osservatorio Tricologia 2026 di Cantabria Labs Difa Cooper, realizzato con il patrocinio e il contributo di advisory scientifica di SIDeMaST e condotto da Havas Research su 2.000 persone tra i 18 e i 60 anni che hanno avuto esperienza di episodi di caduta dei capelli.
Un problema che pesa soprattutto sui giovani
Per oltre la metà degli intervistati la salute dei capelli ha un impatto significativo sull’autostima e sulla fiducia in sé. La percezione è ancora più marcata tra i 18 e i 24 anni, in particolare tra le giovani donne.
La questione non riguarda soltanto l’aspetto estetico. Una parte del campione segnala ripercussioni anche sulla vita sentimentale e sulle relazioni, a conferma di quanto la perdita dei capelli possa diventare un elemento di disagio personale.

Dai falsi miti alla scarsa conoscenza
A fronte di questa attenzione, restano diffuse convinzioni prive di solide basi.
C’è chi pensa che tagliare frequentemente i capelli possa migliorarne la salute e chi attribuisce ai lavaggi frequenti un’accelerazione della caduta. Tra i più giovani è inoltre presente l’idea che una perdita precoce dei capelli significhi non avere possibilità concrete di intervento.
Il problema, secondo la ricerca, è anche terminologico e informativo: condizioni e fenomeni legati alla caduta sono spesso poco conosciuti e difficili da distinguere per chi non ha una preparazione specifica.
La prevenzione resta indietro
Quasi tre italiani su quattro considerano importante prevenire i problemi legati alla salute dei capelli. Ma tra l’intenzione e il comportamento concreto esiste ancora una distanza significativa.
Molti intervengono soltanto quando la caduta diventa evidente, mentre una parte degli intervistati tende a rimandare controlli e approfondimenti nella speranza che il problema si risolva spontaneamente.
È proprio questa attesa uno degli aspetti sui quali gli specialisti insistono maggiormente: riconoscere tempestivamente un’anomalia permette di capire meglio le possibili cause e di valutare con un professionista il percorso più appropriato.
Trattamenti, il nodo della continuità
Anche dopo aver iniziato un trattamento, non sempre viene mantenuta la necessaria costanza.
Tra le principali ragioni di abbandono emergono la percezione di risultati troppo lenti o insufficienti e il costo delle cure. In altri casi pesa semplicemente la difficoltà a mantenere nel tempo le indicazioni ricevute.
Il tema riguarda quindi anche le aspettative. Comprendere che cosa si può realisticamente ottenere e in quali tempi può aiutare a evitare interruzioni premature.
La richiesta di informazione è forte
C’è però un elemento che emerge con chiarezza: gli italiani chiedono più occasioni per informarsi.
Il 64% degli intervistati si dichiara interessato a screening tricologici gratuiti o a incontri dedicati alla salute dei capelli. Studi dermatologici e tricologici, strutture sanitarie e professionisti vengono indicati come i principali punti di riferimento.
In questo percorso, il dermatologo mantiene un ruolo centrale per la diagnosi e l’individuazione del trattamento, mentre il farmacista può rappresentare un primo interlocutore per orientare il paziente e indirizzarlo verso lo specialista quando necessario.
Meno miti, più consapevolezza
L’Osservatorio Tricologia 2026 restituisce così un quadro caratterizzato da una forte attenzione al problema, ma da una conoscenza ancora parziale.
La caduta dei capelli può avere un impatto importante sulla qualità della vita, soprattutto nelle fasce più giovani. Ma proprio per questo, secondo i promotori della ricerca, diventa fondamentale ridurre il peso dei falsi miti e favorire un accesso più semplice a informazioni corrette e professionali.
La direzione indicata è chiara: meno “sentito dire”, più prevenzione e maggiore consapevolezza sulle possibili cause e sui trattamenti disponibili.




























