L’Italia si conferma una delle destinazioni più ambite per gli investimenti nel turismo di lusso.
Nei prossimi tre anni, il nostro Paese sarà al centro delle strategie degli operatori alberghieri internazionali: l’82% degli investitori indica l’Italia come il mercato europeo più attrattivo per l’hospitality di fascia alta. Seguono la Spagna, con il 10%, e la Grecia, con il 4%.
È quanto emerge dai primi risultati di uno studio Deloitte dedicato al comparto alberghiero di lusso, presentato a Firenze in occasione di Aura, il nuovo salone B2B organizzato da Italian Exhibition Group (IEG) e dedicato al turismo di alta gamma.
Il dato conferma il ruolo centrale dell’Italia in un segmento che punta su qualità del servizio, esclusività delle esperienze, patrimonio culturale e capacità di attrarre una clientela internazionale ad alto potere di spesa.
Occupazione e tariffe in crescita fino al 2029
Le prospettive per l’ospitalità italiana di lusso sono positive anche sul fronte delle performance alberghiere. Secondo le stime riportate da Il Sole 24 Ore, l’occupazione delle strutture è prevista in aumento dal 68% nel 2027 al 73% nel 2029.
Anche il prezzo medio giornaliero delle camere, noto nel settore come ADR (Average Daily Rate), dovrebbe crescere: dalle previsioni di 1.099 euro a notte nel 2027 si passerebbe a 1.200 euro nel 2029.
Si tratta di stime che delineano un mercato orientato verso una fascia di prezzo elevata e nel quale gli operatori puntano a valorizzare ulteriormente il soggiorno, il servizio personalizzato e l’unicità della destinazione.
Secondo Benedetto Puglisi di Deloitte, le prospettive di sviluppo del comparto italiano risultano solide. La sfida sarà accompagnare la crescita della domanda con investimenti capaci di mantenere elevati gli standard qualitativi e rafforzare la competitività delle strutture.
Lombardia, Lazio e Toscana in prima linea
Tra le regioni italiane che suscitano maggiore interesse da parte degli investitori figurano Lombardia, Lazio e Toscana. Tre territori diversi, accomunati dalla capacità di attrarre visitatori internazionali grazie a città d’arte, paesaggi, patrimonio culturale, gastronomia e offerta ricettiva di alta gamma.
Accanto alle destinazioni già affermate, cresce inoltre l’interesse per località meno legate ai circuiti turistici tradizionali. Un’evoluzione che potrebbe ampliare la geografia del lusso in Italia, distribuendo gli investimenti anche al di fuori delle città simbolo e delle mete più conosciute.
Per i territori, questo scenario apre opportunità economiche legate non soltanto agli alberghi, ma anche alla ristorazione, ai servizi turistici, ai trasporti e alle esperienze su misura richieste dai viaggiatori più esigenti.
A Firenze il nuovo appuntamento dedicato al turismo di lusso
Lo studio è stato presentato ad Aura, manifestazione B2B di Italian Exhibition Group in programma a Firenze fino al 29 ottobre. L’evento riunisce circa cento strutture alberghiere e altrettanti buyer internazionali specializzati nell’organizzazione di viaggi personalizzati.
Tra gli operatori presenti figurano nomi di primo piano dell’ospitalità internazionale e italiana, tra cui Four Seasons, Bulgari, Villa d’Este, Forte Village, Lungarno Collection, Savoy, Aman, Mandarin Oriental e Starhotels Collezione.
L’incontro tra alberghi e professionisti che progettano esperienze di viaggio su misura punta a favorire relazioni commerciali e nuove occasioni di business in un segmento caratterizzato da servizi esclusivi e da una clientela internazionale.
Europa leader nel lusso, ma l’Asia-Pacifico è attesa in crescita
Lo studio evidenzia anche la posizione dell’Europa nel mercato globale dell’ospitalità di lusso. Attualmente il continente detiene la quota di mercato più ampia, pari al 37%. In prospettiva, tuttavia, l’area Asia-Pacifico è indicata come quella destinata a registrare la crescita maggiore nel segmento.
Per l’Italia, la sfida sarà quindi consolidare il vantaggio competitivo e trasformare l’interesse degli investitori in progetti concreti, mantenendo attrattività e qualità in un mercato internazionale sempre più competitivo.
I dati presentati a Firenze delineano uno scenario favorevole per l’hotellerie italiana di alta gamma. Resta da vedere come queste prospettive si tradurranno nei singoli territori e in una crescita capace di generare valore economico duraturo per l’intera filiera turistica.




























