Carlo Calenda scopre le carte in vista delle elezioni politiche del 2027 e annuncia la nascita de “Il Centro”, un nuovo progetto politico che punta a riunire le forze liberali, moderate e riformiste fuori dai due principali schieramenti.
L’annuncio arriva attraverso un’intervista a Il Foglio. L’iniziativa dovrebbe federare Azione, l’associazione Spazio Pubblico di Pina Picierno, la Fondazione Einaudi e alcune componenti dell’area Libdem.
L’ambizione è costruire uno spazio politico autonomo, di impronta «liberale e pragmatica», capace di incidere sugli equilibri parlamentari e mettere in discussione l’attuale bipolarismo italiano.
La strategia dichiarata è puntare a un risultato elettorale che impedisca a uno dei due schieramenti di governare senza confrontarsi con il nuovo soggetto centrista.
«Non possiamo costringere il Paese a scegliere tra Meloni e Schlein, vertici di coalizioni cariche di contraddizioni e fallimenti», afferma Calenda.
E aggiunge: «Se saremo decisivi, dovranno accettare i nostri paletti su Europa federale, sostegno all’Ucraina e rilancio dell’industria energetica».
CALENDA CONTRO RENZI: «UNA QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA»
Il nuovo progetto nasce anche dalla volontà di distinguersi nettamente dalle operazioni centriste che hanno scelto di collocarsi all’interno del cosiddetto campo largo.
Nel mirino finisce soprattutto Matteo Renzi, il cui avvicinamento al centrosinistra viene giudicato da Calenda una scelta dettata più da convenienza politica che da una reale coerenza programmatica.
«Non capisco come Renzi sia potuto passare dal Terzo polo e dall’eredità di Berlusconi a confluire nel campo largo: per lui è solo una questione di sopravvivenza per tornare in Parlamento», attacca il leader di Azione.
Parole che confermano quanto resti profonda la distanza politica tra i due protagonisti della stagione del Terzo Polo.
«IL CAMPO LARGO CONSIDERA I MODERATI DEI MERI AMMENNICOLI ELETTORALI»
Calenda non risparmia critiche nemmeno alle forze moderate che hanno scelto di allearsi con il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle.
Secondo il leader di Azione, Pd, M5S e Alleanza Verdi e Sinistra costituiscono il vero nucleo del campo largo, mentre le altre formazioni centriste avrebbero un ruolo sostanzialmente marginale.
«Il vero campo largo – formato da Pd, M5s e Avs – considera questi centri meri ammennicoli elettorali, come il finto partito dei contadini nella Polonia comunista o la finta opposizione nella Russia di Putin».
Un giudizio durissimo, che fotografa la volontà di Calenda di non confondere il proprio progetto con le altre iniziative centriste e di costruire un’alternativa autonoma.
«IL PD È DOMINATO DA CONTE, LE PRIMARIE UNA COMICA»
L’affondo più pesante riguarda però il Partito democratico e la sua leadership.
Per Calenda, il centrosinistra non avrebbe una vera guida politica e programmatica. Il potere di dettare la linea sarebbe ormai nelle mani di Giuseppe Conte, mentre il Pd sarebbe incapace di imporre una propria identità e una strategia riconoscibile.
«Dal punto di vista programmatico il blocco è dominato da Giuseppe Conte, l’unico che detta la linea, mentre il Pd è completamente allo sbando e ne subirà tutti i veti».
Non va meglio, nella sua analisi, sul fronte delle primarie, diventate terreno di scontro interno e di competizione tra le diverse anime della coalizione.
«Intanto le primarie stanno diventando una comica, regalando alla destra le condizioni ideali per rivincere».
LA SFIDA DEL CENTRO IN VISTA DEL 2027
Con “Il Centro”, Calenda prova dunque a riaprire una partita che negli ultimi anni ha visto naufragare diversi tentativi di costruire una forza politica moderata autonoma.
La scommessa è intercettare l’elettorato liberale, riformista ed europeista che non si riconosce né nel centrodestra guidato da Giorgia Meloni né nell’alleanza progressista che ruota attorno a Elly Schlein e Giuseppe Conte.
La partita è ambiziosa: non soltanto superare la soglia di una presenza politica testimoniale, ma conquistare un peso tale da condizionare la formazione del prossimo governo.
Resta da capire quanto questo nuovo rassemblement riuscirà davvero ad aggregare forze, personalità e consenso elettorale. Una cosa, intanto, è chiara: Calenda non intende farsi assorbire da nessuno dei due schieramenti e vuole tornare a giocare una partita autonoma al centro della politica italiana.



























