L’aria fredda è arrivata sull’Italia, ma senza portare il brusco abbassamento delle temperature che era stato ipotizzato nei giorni scorsi.
La neve è caduta sull’Appennino, la bora ha soffiato con forza sull’Alto Adriatico e le precipitazioni hanno interessato soprattutto il Centro e il Sud. Eppure, il quadro termico resta più mite del previsto.
A spiegare questo apparente paradosso è Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia.
La presenza di nubi e vento ha contribuito ad aumentare le temperature minime, soprattutto al Nord, mentre la circolazione atmosferica sta impedendo alle correnti più fredde di investire direttamente la Penisola.
A condizionare il tempo è un vasto anticiclone posizionato tra le Isole Britanniche e l’Europa settentrionale, che devia il getto polare e blocca l’ingresso delle perturbazioni atlantiche.
Sullo Ionio si è invece formato un ciclone alimentato dall’aria fredda, destinato a spostarsi rapidamente verso la Grecia.
L’Italia si trova così in una zona di transizione, tra l’alta pressione a nord e una saccatura tra Spagna e Francia. Lombroso precisa inoltre che le masse d’aria in arrivo sono di origine marittimo-polare, provenienti dal comparto russo-scandinavo: non si tratta quindi di correnti artiche o siberiane dirette verso il nostro Paese.
Mercoledì 4 novembre: molte nubi, piogge limitate
Domani il cielo sarà prevalentemente nuvoloso su gran parte della Penisola, ma le piogge dovrebbero rimanere circoscritte. Nel pomeriggio sono attese precipitazioni sul Nordovest, sulla Liguria, sull’alta Toscana e sull’Emilia occidentale. Sulle Alpi la neve potrà scendere oltre gli 800-1.000 metri di quota.
Sul resto d’Italia prevarranno condizioni asciutte. Anche sul fronte delle temperature non sono previste particolari sorprese: il clima resterà mite e senza gelate, con massime tra 13 e 15 gradi al Nord, 16-18 al Centro, fino a 22 gradi in Sardegna e 18-20 al Sud.
Giovedì e venerdì: qualche pioggia, minime in calo al Nord
Tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre le nuvole continueranno a interessare soprattutto il Nordovest, il versante tirrenico e le isole maggiori. Le precipitazioni saranno più probabili sul Ponente ligure, sulla Sardegna orientale e sulla Sicilia occidentale.
Altrove il tempo dovrebbe mantenersi prevalentemente asciutto, con schiarite più ampie sul Nordest e lungo il versante adriatico.
Venerdì si registrerà un abbassamento delle temperature minime al Nord, dove si potranno raggiungere valori tra 2 e 4 gradi, localmente prossimi allo zero. Le massime, invece, resteranno relativamente miti: tra 13 e 15 gradi nelle regioni settentrionali e tra 16 e 20 gradi al Centro-Sud.
Weekend grigio e umido, ma senza grandi piogge
Per sabato 7 e domenica 8 novembre lo scenario non sembra destinato a cambiare radicalmente. Prevarrà un tempo grigio e umido, soprattutto al Nord, ma con precipitazioni generalmente scarse, limitate a brevi pioviggini o isolati rovesci lungo le coste tirreniche.
L’arrivo di correnti meridionali più miti favorirà inoltre un nuovo rialzo delle temperature, soprattutto nei valori minimi.
Insomma, almeno secondo le previsioni attuali, l’Italia si prepara a qualche giornata autunnale caratterizzata da cieli spesso coperti e umidità, ma senza una vera irruzione di gelo. L’inverno, per ora, può attendere.




























