È stato un rientro carico di dolore e commozione quello delle salme dei quattro militari italiani morti giovedì scorso nell’incidente dell’elicottero CH-47 Chinook in Bosnia. L’aereo militare che trasportava i feretri è atterrato questa mattina all’aeroporto di Ciampino, dove ad accogliere le vittime erano presenti le più alte cariche dello Stato.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno partecipato alla cerimonia nell’area militare del 31° Stormo.
Le vittime sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, questi ultimi due appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa.
L’omaggio di Mattarella e l’ultimo saluto delle famiglie
Uno dei momenti più intensi della cerimonia è stato l’omaggio del capo dello Stato. Mattarella si è avvicinato alle quattro bare, sostenute dai militari dell’Esercito, rendendo omaggio a ciascuna con un gesto di deferenza e chinando il capo davanti ai feretri.
Presenti anche i familiari delle vittime, che si sono avvicinati ai carri funebri per rivolgere un ultimo saluto ai propri cari. Un momento di profonda commozione, vissuto nel silenzio e nel rispetto delle istituzioni e dei militari presenti.
Il rientro delle salme in Italia segna un passaggio particolarmente doloroso per le famiglie e per tutto il Paese, dopo la tragedia che ha coinvolto il personale italiano impegnato in Bosnia.
Crosetto: «Il sacrificio dei nostri militari ci ricorda quanto dobbiamo a chi serve l’Italia»
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, recatosi in Bosnia dopo l’incidente, ha affidato a un messaggio un pensiero di gratitudine per i militari caduti e per tutti coloro che ogni giorno servono il Paese.
«Ci sono momenti in cui il sacrificio dei nostri militari ci appare in tutta la sua drammatica grandezza», ha scritto Crosetto, ricordando anche la sofferenza dei feriti e delle famiglie delle vittime.
Il ministro ha sottolineato il contributo «silenzioso, quotidiano, fondamentale» di donne e uomini che svolgono il proprio servizio spesso lontano dagli affetti e affrontando rischi e sacrifici. Un impegno, ha osservato, del quale il Paese rischia di ricordarsi troppo poco, se non quando è chiamato a dare l’ultimo saluto a chi non farà più ritorno a casa.
«Rileggo queste poche righe e mi accorgo che non riescono a esprimere fino in fondo il sentimento di gratitudine e riconoscenza che provo nei loro confronti. Forse perché non esistono parole capaci di farlo. E allora mi inchino. In silenzio».
Crosetto ha infine ringraziato il ministro della Difesa della Bosnia-Erzegovina, Zukan Helez, per la vicinanza dimostrata fin dalle prime ore dopo l’incidente e per l’assistenza prestata ai militari italiani. Quattro vite spezzate mentre erano al servizio del Paese. Oggi l’Italia le ha riaccolte con il rispetto e il dolore che meritano.


























