C’è chi è disposto a tutto pur di accontentare un cliente e chi, invece, preferisce difendere la tradizione italiana anche a costo di perdere il lavoro.
È la storia di Davide Tamburella, chef italiano emigrato in Australia, finito al centro di una vicenda che ha attirato l’attenzione dei media italiani.
Tamburella sarebbe stato licenziato dopo essersi rifiutato ripetutamente di preparare una pizza con l’ananas. Una richiesta alla quale avrebbe risposto picche per ben tre volte, rivendicando il rispetto della cultura gastronomica italiana.
«Non voglio offendere la cultura italiana»: questa sarebbe stata la motivazione del suo rifiuto.
La stampa italiana lo ha ribattezzato «l’eroe della pizza», immaginando persino una nuova specialità in suo onore: la pizza «Tamburella», decisamente più italiana, secondo la provocazione – per esempio del quotidiano Libero – della celebre Hawaiian pizza.
TRE RIFIUTI E IL LICENZIAMENTO
La vicenda si sarebbe consumata nel Queensland, regione australiana dove l’ananas è uno dei prodotti simbolo del territorio.
Proprio qui il cuoco italiano avrebbe deciso di non cedere alle richieste di preparare la discussa pizza con il frutto tropicale.
Il datore di lavoro, sostiene che il licenziamento sarebbe legato anche ad altre motivazioni. Non è quindi possibile ricondurre con certezza la perdita del posto esclusivamente alla vicenda della pizza.
Ma Tamburella viene comunque raccontato come un difensore della cucina italiana, uno che avrebbe preferito rinunciare al lavoro piuttosto che tradire quella che considera la tradizione gastronomica del proprio Paese.
DALLA CARBONARA CON LA PANNA AGLI SPAGHETTI CON IL KETCHUP
La storia offre lo spunto per una riflessione più ampia sugli stravolgimenti che la cucina italiana subisce spesso fuori dai confini nazionali.
Dalla carbonara preparata con la panna agli spaghetti alla bolognese, che a Bologna nessuno riconosce come piatto della tradizione, fino alla pasta con il ketchup: sono tanti gli esempi di ricette italiane reinterpretate, spesso con risultati discutibili.
Eppure, anche sulla controversa pizza all’ananas esistono sfumature. Libero ricorda infatti che il maestro pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo, interprete della tradizione partenopea, ha sdoganato una versione con l’ananas, ma senza pomodoro.
Una scelta gastronomica diversa da quella della classica Hawaiian pizza, che continua a dividere appassionati e puristi.
IL PARADOSSO DEL QUEENSLAND: LA TERRA DELL’ANANAS
C’è infine un particolare che rende la vicenda ancora più curiosa: Tamburella avrebbe pronunciato i suoi tre «no» proprio nel Queensland, una delle regioni australiane legate alla produzione di ananas.
Una storia che, al di là delle ragioni effettive del licenziamento, ha già trovato il suo protagonista simbolico: un italiano all’estero che non ha voluto scendere a compromessi sulla pizza.
Perché la cucina italiana, soprattutto per chi vive lontano dalla propria terra, non è soltanto una questione di ingredienti. È anche identità, cultura e appartenenza. Forse la pizza «Tamburella», per quanto provocatoria, meriterebbe davvero di entrare nel menu.






























