Cateno De Luca torna all’attacco di Roberto Vannacci e non usa mezzi termini.
Per il leader di Sud chiama Nord, il progetto politico del generale è destinato a perdere rapidamente consistenza, soprattutto sul territorio, mentre sarebbe ormai definitivamente tramontata la possibilità di un suo ingresso nel centrodestra.
«È ormai certo: il disertore Vannacci perderà molti dei suoi riferimenti sul territorio e sta tornando col cappello in mano a pietire un posto nel centrodestra. Ma la porta ormai è chiusa!», ha scritto De Luca su X, rilanciando le dichiarazioni rilasciate davanti a Montecitorio.
Nel corso del punto stampa, il leader di Sud chiama Nord ha insistito sulla posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sostenendo che Vannacci avrebbe ormai trovato una porta chiusa all’interno della coalizione.
«Il disertore Vannacci ha un problema che è quello che eh la aver ormai avuto da parte della presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni la porta chiusa. È un uomo con il cappello in mano che sta pietendo di entrare nel centrodestra», ha dichiarato.
DE LUCA PREVEDE L’IMPLOSIONE DI FUTURO NAZIONALE
La previsione del leader siciliano è particolarmente pesante. Secondo De Luca, nelle prossime settimane diversi esponenti territoriali potrebbero abbandonare il progetto di Vannacci, delusi dalla strategia politica adottata dal generale.
«Posso confermarvi per l’ennesima volta non solo che Vannacci rimarrà fuori dal centrodestra ma che nel giro di qualche mese buona parte anche di quelli che sono stati punti di riferimento sul territorio abbandoneranno Vannacci», ha affermato.
Alla base della possibile fuga, secondo De Luca, ci sarebbe il modo in cui Vannacci ha lasciato la Lega dopo essere stato eletto nelle sue liste.
«Si sono resi conto che la strategia che messa in campo Vannacci, eletto nella Lega e che ha rubato i voti alla Lega per poi mettersi in proprio, a un generale degno di questo nome dovrebbe farlo dimettere».
De Luca ritiene inoltre che Futuro Nazionale sia stato concepito come uno strumento per ottenere successivamente un ingresso nel centrodestra. Un’operazione che, a suo giudizio, sarebbe ormai fallita.
«L’obiettivo è saltato, fa bene Meloni a ribadirlo, e quindi l’implosione di Vannacci la vedrete nelle prossime settimane, ma già vi dico che questa è iniziata».
E si spinge anche oltre, azzardando una previsione elettorale: Vannacci, secondo il leader di Sud chiama Nord, «scenderà ampiamente sotto il cinque o il quattro per cento».
SUD CHIAMA NORD: DISPONIBILI A SOSTENERE IL CENTRODESTRA, MA SENZA ESSERE UNA MERA SOMMATORIA DI VOTI
De Luca, però, guarda anche ai futuri equilibri della coalizione. Sud chiama Nord potrebbe rappresentare una risorsa per il centrodestra in vista delle prossime elezioni politiche, ma non alle condizioni di chi cerca semplicemente un posto o un accordo elettorale.
«Noi partiamo dal presupposto che possiamo essere utili, anche per cercare di sgonfiare un’altra operazione simile a quella di Vannacci ossia quella dell’assessore Onorato che, volendo entrare nella casa di Gesù, si è inventato civico in pochi mesi».
Il movimento, dunque, si dichiara disponibile a contribuire al progetto politico del centrodestra, ma rivendica autonomia e capacità di incidere.
«Sì, saremo utili ma non come sommatoria di voti», ha precisato De Luca, richiamando anche le parole pronunciate durante la convention del movimento dal presidente del Senato Ignazio La Russa e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
«Chi conosce Cateno De Luca sa che imporgli le cose è impossibile», ha ricordato citando La Russa.
Il messaggio è chiaro: De Luca vuole essere interlocutore politico del centrodestra, non un semplice portatore di pacchetti di voti da mettere a disposizione della coalizione.
In vista delle politiche, mentre si ridisegnano alleanze e ambizioni, il leader di Sud chiama Nord prova a ritagliarsi uno spazio autonomo e contemporaneamente scommette sulle difficoltà del progetto di Vannacci. La partita, almeno nelle sue previsioni, è appena cominciata.



























