Ottant’anni fa le donne italiane entravano per la prima volta nelle cabine elettorali per partecipare alla scelta tra Repubblica e Monarchia e all’elezione dell’Assemblea Costituente. Una conquista che ha segnato una svolta nella storia democratica del Paese e che oggi viene raccontata anche all’estero attraverso documenti originali di straordinario valore storico.
A Londra, alla London School of Economics and Political Science (LSE), è stata inaugurata una mostra dedicata agli ottant’anni del voto alle donne in Italia. L’esposizione nasce dalla collaborazione tra la Camera dei Deputati, l’Istituto Italiano di Cultura di Londra e le collezioni storiche dell’università britannica.
Per la prima volta alcuni preziosi materiali provenienti dall’Archivio Storico e dalla Biblioteca Nilde Iotti della Camera lasciano gli archivi di Montecitorio per essere presentati al pubblico internazionale.
Dalle prime battaglie ottocentesche al voto del 1946
Il percorso espositivo attraversa oltre un secolo di storia, ricostruendo le battaglie politiche e civili che hanno portato le donne italiane alla conquista dei diritti elettorali.
Tra i documenti più significativi figurano le schede originali del referendum istituzionale del 2 giugno 1946, quelle utilizzate per l’elezione dell’Assemblea Costituente e le prime proposte di legge presentate dalle ventuno deputate elette in quell’occasione.
La mostra torna anche alle origini di una battaglia iniziata molto prima del 1946. Tra i materiali esposti c’è la petizione presentata nel 1867 al Parlamento da un gruppo di donne, preoccupate di perdere il limitato diritto di voto di cui avevano goduto durante il dominio austriaco nel Lombardo-Veneto.
Un altro passaggio fondamentale è rappresentato dal primo via libera della Camera, nel 1919, a una legge per il riconoscimento del voto femminile. Un percorso legislativo che non arrivò a compimento, prima a causa di una crisi di governo e successivamente per l’avvento del fascismo.
Le ventuno Madri Costituenti e l’articolo 3
Uno spazio importante è dedicato alle ventuno donne elette nell’Assemblea Costituente, protagoniste della nascita della Repubblica e della scrittura della Costituzione.
Tra i documenti esposti figura anche un emendamento originale presentato dalle Madri Costituenti all’articolo 3 della Carta costituzionale, quello che sancisce il principio di uguaglianza e la pari dignità sociale dei cittadini.
Il segretario generale della Camera dei Deputati, Fabrizio Castaldi, ha sottolineato il valore storico e istituzionale dell’iniziativa, che mette per la prima volta in dialogo documenti originali italiani e materiali conservati nelle collezioni della LSE.
Nel suo intervento ha ricordato come l’esperienza dell’Assemblea Costituente dimostri l’importanza del confronto parlamentare e del dialogo tra posizioni differenti. La democrazia, ha osservato, non è un patrimonio acquisito una volta per tutte: deve essere conosciuta, difesa e rinnovata dalle nuove generazioni.
La cultura italiana raccontata anche attraverso la sua storia civile
La mostra è curata da Valeria Gigliello, direttrice della Biblioteca di Montecitorio, e dall’accademica Marzia Maccaferri. All’inaugurazione ha partecipato un pubblico composto da studenti e studiosi britannici e italiani.
Per Francesco Bongarrà, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, iniziative di questo tipo dimostrano che la promozione culturale italiana non può limitarsi alla letteratura e alle arti, ma deve raccontare il Paese nella sua interezza, compresa la sua evoluzione civile e sociale.
Portare a Londra documenti che raccontano la conquista del voto femminile significa dunque valorizzare una pagina fondamentale della storia italiana e ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, che i diritti democratici sono il risultato di battaglie, sacrifici e conquiste che non devono essere dati per scontati.






























