Pressing del Colle, non lasciamo soli i terremotati

Mattarella non dimentica il voto di protesta del quattro dicembre e richiama con forza il mondo della politica a non aumentare il distacco tra cittadini e istituzioni.

Colle in pressing su Governo e Parlamento per non far allentare la tensione sulla necessita’ di continuare ad affrontare l’emergenza terremoto e, soprattutto, i progetti di ricostruzione. Non a caso oggi Sergio Mattarella ha fatto sapere che giovedi’ sara’ di nuovo nelle zone colpite dal sisma (a partire da Amatrice che non aveva potuto visitare in precedenza a causa del maltempo, poi ad Arquata e Acquasanta). Parallelamente il neopremier Paolo Gentiloni ha formalmente garantito alla Camera che “la prima priorita’ del suo esecutivo sara’ senz’altro l’intervento nelle zone colpite dal Terremoto”.

Mattarella non dimentica il voto di protesta del quattro dicembre e, nel suo primo intervento dopo la nascita del nuovo Governo, richiama con forza il mondo della politica a non aumentare il distacco tra cittadini e istituzioni. Il presidente della Repubblica ha preso un solenne impegno nei mesi scorsi offrendo ala gente delle zone colpite una sorta di garanzia presidenziale che “non sarebbero lasciati soli”.

Sin dall’inizio della crisi di Governo ha tracciato due obiettivi al Governo che si stava costruendo: una autorevole standing internazionale nei ruoli chiave e rapida ricostruzione delle zone colpite. E se al Parlamento e’ stato chiesto esplicitamente di fare bene e in tempi brevi una nuova legge elettorale omogenea per Camera e Senato, Quirinale e Governo spingeranno affinche’ le Camere convertano presto in legge il decreto legge approvato dal Governo Renzi che scade il 27 dicembre.

La Camera sembra consapevole e gia’ domani partira’ in aula l’esame del decreto. Il pressing dall’alto sembra funzionare: oggi Gentiloni ha annunciato che anche lui compira’ a breve una visita nei comuni tra Lazio, Umbria e Marche colpiti dalle scosse. Incassando anche le rassicurazione della Commissione europea che, attraverso il presidente Juncker, ha fatto sapere che l’Unione europea continuera’ “ad essere al fianco dell’Italia per sostenere il percorso di riforme e assicurare una rapida e completa ricostruzione delle aree colpite dal Terremoto nei mesi scorsi”. Nel suo primo intervento dopo il giuramento del Governo Gentiloni, il presidente Mattarella e’ stato molto chiaro: “L’impegno per la ricostruzione di tutte le zone terremotate deve essere sempre maggiore.

I concittadini colpiti non saranno mai lasciati soli e avranno sempre accanto la solidarieta’ delle istituzioni: io sono personalmente impegnato per questo”, ha assicurato. D’altronde il presidente non sottovaluta lo strappo del referendum, lo scollamento della gente dalla politica e quindi le oggettive difficolta’ sulle quali nasce il nuovo Governo, il sessantaquattresimo della storia della Repubblica. Per questo ha lanciato un messaggio chiaro: “Le istituzioni non sono e non devono essere distanti dai cittadini: esprimono la cittadinanza, la collettivita’, nei pregi e nei difetti e hanno il dovere di essere vicine, di farsi sentire vicine ai cittadini”.