PdL, Berlusconi per la linea dura: niente fondi alle colombe

(RAVAGLI)- ** FOTO ARCHIVIO/NOTIZIE - ALFANO A BERLUSCONI: NON TORNO IN QUESTA FORZA ITALIA ** ROMA 1 LUGLIO 2011 CONSIGLIO NAZIONALE POPOLO DELLA LIBERTA NELLA FOTO SILVIO BERLUSCONI, ANGELINO ALFANO MINISTRO GRAZIA E GIUSTIZIA FOTO RAVAGLI/ {TM News - Infophoto} Citazione obbligatoria {TM News - Infophoto} ------ ALFANO A BERLUSCONI: NON TORNO IN QUESTA FORZA ITALIA

"Chi rivendicherà la sopravvivenza del PdL, contro la volontà del Cavaliere, non avrà diritto nè ad una stanza, nè ad un euro, nè all’uso del simbolo se non avrà la maggioranza". Lo scrive il Corriere della Sera in merito alle tensioni che agitano il centrodestra in vista del Consiglio nazionale di sabato. Secondo il quotidiano di via Solferino e’ questo "il muro costruito dai tesorieri" per arginare la scissione. Non ci sara’, in caso di separazione, nessuna divisione dei beni. Assai cospicui, dal momento che al Pdl spettano 18 milioni di euro di rimborsi elettorali fino al 2018.

Intanto, si legge sempre sul giornale diretto da Ferruccio De Bortoli, "a meno di colpi di scena, ripensamenti dell’ultimo minuto che hanno gia’ troppe controindicazioni, la rottura tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano si sta consumando in queste ore". E anche se "mancano i passaggi formali per sancirla, il precipitare degli eventi la sta rendendo inevitabile" perche’ "il Cavaliere non ha nessuna intenzione di tornare sui suoi passi, e di accogliere le richieste del suo ex pupillo e dei ‘traditori’ che sono con lui": "Per lui, la scelta e’ fatta. Lo ha ribadito anche ieri a chi lo ha contattato ad Arcore: ‘Noi andiamo avanti: peggio per loro, vedranno che fine faranno, quella di Fini’".

Proprio l’ex presidente della Camera in una intervista alla Stampa polemizza con Alfano: "Ci sono quelli che solo oggi scoprono l’acqua calda, magari perche’ hanno paura di restarne scottati. Chi aveva gli occhi per vedere, gia’ nel mio caso avrebbe dovuto denunciare l’uso di metodi intimidatori che nulla hanno in comune con la libertà dell’informazione". E ancora, riferito al segretario del Pdl: “Capisco la sua angoscia. Lui e gli altri ministri Pdl sono stretti tra l’interesse del Paese e il loro rapporto con Berlusconi, al quale diversamente da me loro devono proprio tutto, mai sarebbero arrivati in Parlamento e men che meno al governo senza il Cavaliere. Berlusconi fa quello che ha sempre fatto: da’ ordini. Chi non e’ d’accordo o viene cacciato o se ne va. Ma finchè si tratta del Milan e di Mediaset, passi. Non e’ invece accettabile nel caso di un partito politico". Per Fini quel che accade nel Pdl "conferma quanto e’ vero l’antico detto per cui ‘il tempo e’ galantuomo’: "Si dimostra una volta di piu’ che la mia polemica non era una ribellione sedata con la forza ma il tentativo di cambiare rotta al centrodestra italiano".