Pd, D’Alema: gli italiani si sentono traditi da Renzi

Renzi, dopo il 41 per cento alle Europee, "si è illuso di avere oramai vinto e di poter fare da solo ma ha finito per deludere molte delle speranze che aveva suscitato. La disillusione è stata ancora più cocente. Di fronte a misure che hanno colpito il nostro popolo, la gente si è sentita tradita". Lo afferma Massimo D’Alema in una intervista al Corriere della Sera.

"E’ di oggi il provvedimento che permette alle aziende di spiare mail e telefonate dei dipendenti. Speriamo che venga modificato, ma il fatto stesso che il governo del Pd possa prendere un provvedimento del genere è inquietante. Ho paura che possa alimentare nel popolo della sinistra un sentimento di estraneità e di disamore. Pensiamo a ciò che è accaduto nella scuola, dove si sono create le condizioni perché la rivolta degli insegnanti fosse uno dei fenomeni che ha caratterizzato la campagna elettorale".

Secondo l’ex premier quello che è avvenuto alle elezioni "è più che un campanello d’allarme", "una parte grande del nostro elettorato ci ha abbandonato e il crollo della partecipazione al voto è stato particolarmente forte nelle Regioni rosse". E indica quale nel Pd sia oggi "il fatto più grave": "Tanti militanti e dirigenti hanno abbandonato il partito negli ultimi mesi e anziché capire che questo era il segno di un distacco progressivo di una parte importante dell’insediamento storico della sinistra, si è reagito con un atteggiamento sprezzante che ha finito per radicalizzare un sentimento negativo verso il Pd".

PER ME BASTA RIUNIONI DEL PD "Oramai lo dico senza alcuna vis polemica… Non partecipo più alle riunioni del Pd. Non mi arrabbio neanche più, sono preoccupato. Se si spezza il legame tra il Pd e la sua gente viene meno un punto di tenuta che ha retto finora. E rischiamo di cedere nel pieno della crisi europea, stretti tra Grecia e immigrazione". D’Alema indica a Renzi la "necessità di un confronto serio e di un cambiamento politico, che sono indispensabili e urgenti", "sono preoccupato, ho paura che il Paese non ce la faccia e che, se cede il Pd, finisca preda dei populismi. Occorre ricostruire il campo del centrosinistra. In fondo Berlusconi sta cercando di fare la stessa cosa dall’altra parte. Noi non possiamo pensare che si possa andare avanti come se nulla fosse, magari con i voti di Verdini. Non credo che quei voti ci riporteranno i milioni di voti persi tra la nostra gente. Vorrei garbatamente farlo presente a Palazzo Chigi". E aggiunge: "Basta con questa finzione sui riformisti e i conservatori: tutti vogliamo le riforme", "ci vogliono coraggio e onestà intellettuale, non si può sempre dare la colpa agli altri. Gli altri vanno rispettati. Si parla di Blair, dimenticando che fu capace di andare verso il centro, ma mantenendo il radicamento tradizionale del partito laburista. Vinse perché fu un rinnovatore e non un rottamatore".

IMMIGRATI "Ovunque vado, fuori dall’Unione, mi colpisce l’impressionante caduta di immagine dell’Europa. C’è una crescente disillusione. Sull’altra sponda del Mediterraneo vengono apprezzati gli sforzi fatti dall’Italia con ‘Mare Nostrum’ e altre iniziative, ma quando descrivono ciò che i loro cari trovano nel nostro Paese, allora il racconto cambia: sfruttamento, ingiustizia, prevaricazione. C’è molto turbamento per l’incapacità dell’Europa a fronteggiare un’emergenza che riguarda alcune decine di migliaia di persone". "Se non si riescono a gestire poche decine di migliaia di persone e si diffondono immagini di abbandono, degrado, mancanza di controllo, è naturale che aumenti la paura, ma ciò dimostra un impressionante vuoto di classe dirigente. Durante la drammatica crisi del Kosovo ci furono 300 mila profughi, ma non vi fu questo stato di tensione. E’ vero che era un’Europa forte, dove c’era una comunità di valori solidali e condivisi. Governava la sinistra".

L’ex premier e già ministro degli Esteri parla di una "legge folle", la Bossi-Fini, "che produce clandestinità e respinge l’immigrazione di qualità" e critica "la mancata gestione del fenomeno". E conclude: "In questo quadro, la sinistra rischia la sconfitta: non può affrontare il problema accodandosi ai populismi. Rischia di perdere senza combattere, ù gioco ci sono i valori di accoglienza e solidarietà della democrazia europea".