Movimento 5 Stelle per la conservazione dello status quo – di Antonio Gabriele Fucilone

La sceneggiata dei dodici deputati del Movimento 5 Stelle che sono saliti sul tetto del Palazzo di Montecitorio e che hanno manifestato contro la modifica dell’articolo 138 della Costituzione è l’ultima dimostrazione del fatto che tale movimento sia per la conservazione dello status quo e per il rifiuto di ogni riforma. La nostra Costituzione va cambiata, almeno per ciò che concerne l’architettura dello Stato. L’attuale Costituzione non funziona più. Essa non garantisce più nemmeno la governabilità. Il fatto che oggi noi ci troviamo con un governo di Grande Coalizione lo dimostra, non è solo colpa del "Porcellum". Si dovrebbero introdurre il presidenzialismo ed il federalismo e si dovrebbe sopprimere il bicameralismo paritario che blocca di fatto l’approvazione delle leggi. Oggi, per fare approvare una legge, devono passare ben due anni, tra passaggi alle Camere ed altro. Ciò è abnorme. Sono queste le riforme che servono al nostro Paese.

Il Movimento 5 Stelle non ha proposto nulla di suo. Se esso vuole che il nostro Paese cambi, proponga qualcosa, invece di contestare sempre ogni cosa senza costrutto. Se ne è capace, il Movimento 5 Stelle faccia la sua proposta. Questa è la protesta fine a se stessa e all’Italia non serve. Il Movimento 5 Stelle parla di cambiamento, ma ogni proposta di innovazione viene smontata e cassata da esso o viene ritenuta dannosa per i cittadini a prescindere. Il caso del no alla TAV (ferrovia ad alta velocità) Lione-Torino e quello del rifiuto di ogni riforma della giustizia sono un esempio. In tutti i Paesi occidentali, per esempio, la figura del Primo Ministro nomina gli altri ministri e li revoca. Perché qui in Italia questa cosa non è possibile? Bisogna essere seri. Di norma, si protesta contro un disagio e per cambiare le cose e non per conservare lo status quo.