Meglio Grillo che la confraternita battezzata da Napolitano – di Leonardo Cecca

Ho la sensazione che il comico Grillo, che di politica non ci raccapezza nulla, che ignora il significato della parola "democrazia" e che disconosce completamente la Costituzione, alla fine sia il più quotato politicante oggi sull’italico suolo. Da bravo comico, non ha fatto altro che evidenziare con magistrali sceneggiate, spesso anche di cattivo gusto, gli atavici mali della nostra politica e delle nostre istituzioni, però, essendo a digiuno di una valida preparazione a tutto campo, non ha saputo fornire valide alternative e le rare proposte che ha avanzato sono servite solo a farci spanzare dalle risate.

Con la sua antipolitica ha raccolto una gran quantità di voti e di conseguenza parlamentari da far sedere in Parlamento, ma si tratta, nella stragrande maggioranza, di persone che, se fossero restate a casa, avrebbero fatto l’unica cosa giusta, in quanto in tal modo avrebbero evitato di esporsi a barbine e becere figure, tant’è che il loro comico "duce supremo" sin dai primi giorni cerca di imbavagliarli, ma qualche fesseria, per rallegrare i cuori, ci scappa sempre.

Ora, per maggior tutela, ha rinnovato l’invito a non rilasciare interviste ai giornali, in quanto, secondo lui, vengono stravolte. Passiamoci sopra, ma non credo che il paziente giornalista dopo aver speso ore intere per capire la dichiarazione del parlamentare a 5 stelle sia disposto a spendere altro tempo per cercare di "rigirare la frittata"; un po’ di serietà non guasta.

Altra ridicolaggine, che il mondo a 5 stelle ingurgita senza sollevare obiezioni, è quando Grillo, sempre con il far da comico, sostiene che non bisogna trattare con chi dialoga con i pregiudicati, facendo finta di non rammentare la sua situazione giudiziaria. Si considera santo o pregiudicato?

Ecco, nonostante queste e tantissime altre incongruenze a non finire del comico genovese e la sua nullità come politico, ritengo che sia quasi quasi superiore a quella confraternita, battezzata da Napolitano, che tra false promesse, silenzi, accordi sottobanco e sperperi in ogni sede ed in ogni amministrazione sta mandando letteralmente in frantumi la nostra economia e la nostra credibilità sul piano internazionale. Grillo almeno fa ridere, mentre gli altri si danno al clientelismo sfrenato, al ricatto politico, al magna magna e ad aumentare le tasse per sostenere le baggianate fregavoti.

Per un senso di repulsione al falso populismo non voterò mai il m5s, anche se non ho nulla contro i circoncisi e chi detesta il grano saraceno e non disdegno di sbellicarmi dalle risate per le vulcaniche esternazioni del comico pregiudicato; le carnevalate non valgono un voto.