Mediaset, Miccichè: Berlusconi condannato? Sarà guerra

Gianfranco Miccichè, sottosegretario alla Funzione Pubblica, intervistato a La Zanzara su Radio 24, parla della sentenza della Cassazione sul processo Mediaset, prevista per il 30 luglio. Una sentenza che riguarda Silvio Berlusconi in prima persona, che rischia di venire condannato in maniera definitiva. Sarà il giorno del giudizio, e dopo il 30 luglio la situazione politica italiana potrebbe cambiare di colpo. Basta osservare con attenzione ciò che sta accadendo in questi giorni: gli esponenti del PdL sono già sul piede di guerra. E proprio di guerra parla lo stesso Miccichè: “Se condannano Berlusconi e’ guerra, tanti dell’attuale centrodestra non sono disponibili a stare buoni". Il Cavaliere, spiega il sottosegretario, “fa di tutto per tranquillizzare, ma e’ difficile che il governo possa rimanere in piedi. La vedo dura”.

Miccichè è convinto che “ci vorrebbero le elezioni il più presto possibile”. Anche perché “il governo Letta non ha ancora fatto nulla di quello che doveva fare, forse a poco a poco ce la fara’. Per ora merita un 6 in pagella, bisogna essere buoni". Guardando al futuro del PdL: "Alfano? Non sara’ il segretario di Forza Italia, e certo poteva gestire meglio il caso kazako. Poi lui e’ un maestro, quando non si vuole fare trovare non si fa trovare".

Durante l’intervista Miccichè confessa anche di avere fatto “un sacco di raccomandazioni” nella sua vita, “anche alla Regione”. E secondo lui “non c’è nulla di male”, soprattutto “in una terra come la Sicilia dove vive una quantita’ infinita di gente che non campa e ti chiede aiuti di tutti i tipi”. Il politico spiega che spesso la raccomandazione “non significa assumere un amico senza merito”, ma “aiutare una persona in difficolta’ che ritiene di aver subito un torto. Io ho raccomandato quando era possibile solo gente disperata. Non e’ una questione culturale, chi lo dice e’ un razzista".