Mentre potrebbe essere vicina una nuova iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Milano per il caso Ruby, Silvio Berlusconi, da oggi, nella sua agenda ha un nuovo appuntamento con i magistrati milanesi: il prossimo 10 aprile davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza verra’ discussa la sua richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali. Richiesta presentata dopo che la Cassazione lo ha condannato per frode fiscale a quattro anni di reclusione, tre dei quali coperti da indulto, per il caso Mediaset. Questa mattina, infatti, la difesa del leader di Forza Italia ha ricevuto l’atto di fissazione dell’udienza che, peraltro, si terra’ nel pomeriggio, alle 17. Quel giorno i suoi legali, il prof. Franco Coppi e l’avvocato Niccolo’ Ghedini, illustreranno quale sara’ l’attivita’ socialmente utile che il Cavaliere – forse anche lui in aula – proporra’ per scontare la pena residua, e al netto del condono, di un anno. Un ‘programma’ di riabilitazione, come e’ stato riferito, al momento non c’e’ ancora ma dovrebbe essere ‘confezionato’ nelle prossime settimane. Infatti, nonostante siano molte le comunita’ che hanno spalancato le porte all’ex premier, gia’ ad ottobre, quando era stata presentata la richiesta, erano state date indicazioni solo di massima senza addentrarsi nello specifico circa attivita’ di volontariato o strutture.
Inoltre l’ex capo del Governo avrebbe scelto Arcore e non Palazzo Grazioli come abitazione dove vivere nel periodo dell’affidamento in prova, sebbene proprio prima della sentenza della Suprema Corte avesse trasferito la sua residenza a Roma. A decidere sull’istanza, dopo l’intervento dei difensori e di un pg, saranno il presidente della Sorveglianza Pasquale Nobile De Santis e il giudice relatore Beatrice Crosti, affiancati da due esperti esterni. Il loro provvedimento dovra’ essere depositato entro cinque giorni. Se la richiesta dovesse aver il via libera, dai 12 mesi da scontare potrebbero essere tolti 45 giorni, come prevede la legge, se nei primi sei mesi il percorso di messa in prova sara’ giudicato positivo, riducendo quindi il periodo di affidamento a 10 mesi e mezzo. Nel caso in cui, invece, la richiesta dovesse essere bocciata, a Berlusconi toccherebbe la detenzione domiciliare e, vista anche la sua eta’, non in carcere.
Intanto sta per prendere via l’inchiesta chiamata ‘Ruby ter’. A breve, e’ questione di ore, la Procura dovrebbe procedere all’iscrizione nel registro degli indagati di Berlusconi, dei suoi avvocati Ghedini e Longo, di ‘Rubacuori’ e del suo ex difensore Luca Giuliante e di molte ragazze, di alcuni parlamentari e di altri testimoni convocati per deporre nei due processi milanesi con al centro i presunti festini a luci rosse e la giovane marocchina. Un atto quasi obbligatorio dopo che i due collegi del tribunale, che hanno giudicato e condannato il Cavaliere (7 anni di reclusione) e Lele Mora, Emilio Fede (anche loro 7 anni) e Nicole Minetti (5 anni), hanno trasmesso gli atti ai pm chiedendo nuove indagini e ipotizzando reati che vanno dalla corruzione in atti giudiziari alla falsa testimonianza fino alla rivelazione di segreti inerenti a un procedimento penale. In generale, il sospetto e’ che molte delle persone, Ruby compresa, citate come testi durante i due dibattimenti siano state ‘addomesticate’. In particolare, le giovani ospiti alle feste ad Arcore, riassumendo alcuni passaggi delle motivazioni dei giudici della quinta sezione penale, sarebbero state ricompensate dall’ex premier per raccontare bugie.































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