M5S, Grillo caccia i dissidenti ma il partito sta implodendo

(AGN)- SAN GIORGIO A CREMANO ( NA ) 10 APRILE 2012 BEPPE GRILLO A SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA A SINDACO DELLO STUDENTE DANILO CASCONE 26ENNE CANDIDATO PER IL MOVIMENTO CINQUE STELLE. NELLA FOTO BEPPE GRILLO FOTO RENNA/AHN/(TM News - Infophoto) Citazione obbligatoria (TM News - Infophoto) **Parole chieve** AMMINISTRATIVE 2012 MOVIMENTO A CINQUE STELLE CANDIDATO SINDACO ELEZIONI AMMINISTRATIVE POLITICA

"Grillo ha perso completamente la bussola, ormai il M5S ha preso una deriva vergognosa e imbarazzante". Così all’Avvenire il deputato dissidente del Movimento 5 Stelle, Sebastiano Barbanti, che commenta l’espulsione dei due colleghi rei di "non aver versato le quote al Movimento": "anzitutto antidemocratico perché il voto sul blog non è stato preceduto da un passaggio nell’assemblea dei gruppi parlamentari". E aggiunge: "anche nel merito sono epurazioni ingiustificate dai fatti, Pinna e Artini i soldi li hanno restituiti". Poi Barbanti dice: "Grillo ci deve spiegare il motivo di questo gioco allo sfascio"; "a schiantarsi definitivamente manca davvero pochissimo".

Il Movimento 5 Stelle poteva essere una "grande opportunità di cambiamento", in realtà Beppe Grillo, con l’aiuto di Roberto Casaleggio, ha "usato la politica per fini profondamente diversi dal bene del paese". Ha "illuso milioni di italiani" attraverso un "progetto cinico, folle e devastante". Valentino Tavolazzi, già consigliere Cinque stelle in Comune a Ferrara, primo espulso insieme all’intera lista dall’ex comico, nel marzo 2012, commenta così le vicissitudini interne al movimento dopo l’espulsione dei deputati Massimo Artini e Paola Pinna.

"Sono nel pallone, reagiscono nervosi, senza un piano, incapaci di dare una prospettiva politica alla loro creatura immatura – ha scritto Tavolazzi -. Gli italiani che li hanno seguiti aprono finalmente gli occhi e delusi, traditi dalla più grande bufala politica degli ultimi anni, li abbandonano. I padroni del movimento non si nascondono più dietro la maschera della democrazia dal basso, della trasparenza, dell’uno vale uno".

Grillo e Casaleggio sono responsabili, secondo l’ex Cinque stelle, di aver impedito al M5S di camminare con le proprie gambe, "eliminando le teste pensanti" e "premiando sciatteria, subalterna fedeltà ed incompetenza, distribuendo poltrone, stipendi, incarichi". Ora "la farsa è finita" e Grillo "farebbe bene a chiedere scusa agli italiani".

"Pensando a cacciare la gente, i due leader (e i parlamentari che glielo chiedono) devastano l’immagine del Movimento presso l’elettorato indeciso, proprio quello che bisognerebbe convincere per vincere le elezioni, e permettono ai media di nascondere tutti i problemi di Renzi per parlare dei nostri". Lo scrive su Facebook Vittorio Bertola, uno degli esponenti più noti del Movimento 5 stelle al Nord, consigliere comunale a Torino e candidato sindaco M5s alle amministrative del 2011. "Comunque – aggiunge – spero che con questo la vicenda si chiuda e si possa lavorare di nuovo sui problemi concreti per cui siamo stati votati".

"L’espulsione di due parlamentari 5 Stelle ribadisce l’esistenza di un grande deficit di democrazia all’interno del Movimento: si e’ presa a pretesto una ragione pseudo-contabile per allontanare dei deputati critici nei confronti di Grillo e del suo concetto di leaderismo. In passato, ci sono state decisioni in qualche modo analoghe anche in partiti diversi, penso ad esempio alla rimozione di Mineo dalla Commissione Affari costituzionali del Senato, ma le ragioni politiche di queste scelte non sono mai state nascoste dietro motivazioni fittizie". Lo ha detto, intervenendo a Omnibus, su La 7, il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto.