M5S, avanti su voto: o governo o morte. No compromessi

Il M5S serra i ranghi di fronte al pericolo elezioni e alle critiche che arrivano per la fretta impressa da Beppe Grillo ad andare al voto con il ‘vituperato’ Porcellum. ”O Si governa o si muore” titola oggi il blog del leader M5S che indossa la casacca garibaldina e prende in prestito un intervento del responsabile comunicazione del Movimento, Claudio Messora. Il messaggio e’ sempre lo stesso: si vada alle elezioni, subito. E nessuno pensi che siano possibili ”compromessi storici” con altri partiti, tradendo lo spirito ”rivoluzionario” del Movimento. I Cinque Stelle, insomma, non cedano alle sirene di chi invoca la ‘responsabilita” per arrivare ad un Letta Bis. ”In mezzo non c’e’ niente, mettetevelo bene in testa” e’ l’avvertimento che Grillo rilancia con il post che non usa mezzi termini per stigmatizzare possibili nuove fuoriuscite: ”Nessuno giochi al piccolo onorevole. Nessuno pensi a nuovi compromessi storici. Nessuno creda di salvare se stesso”.

D’altra parte il voto, spiega nella sostanza anche l’ideologo del Movimento, Paolo Becchi, e’ l’unica strada percorribile, visto che neppure Giorgio Napolitano potra’ minacciare le sue dimissioni per evitarlo. ”Il Presidente della Repubblica cerchera’ in ogni modo di bloccare le elezioni” ma l’Italia rischia lo stallo perche’ ”mentre il Paese brucia” il Parlamento ”non sara’ in grado di fare la legge elettorale”. Il ricorso alle elezioni, quindi, resta l’unica strada per uscire dalle secche in cui il Paese si trova: e, considerato lo scenario, tanto vale andarci con il Porcellum. Lo dice senza mezzi termini la ex capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi che lancia il suo personale avviso di guerra. ”A un certo punto se deve essere una guerra tra la casta e i cittadini, allora che guerra sia. D’altronde non l’abbiamo voluta noi questa guerra” ammette con fierezza. Visto che il risultato di questi mesi di legislatura ha solo mostrato il ”progressivo formarsi di un fronte compatto contro il M5S”. E non temono, i Cinque Stelle, un flop elettorale: ”anche i sondaggi pre-elettorali delle ultime elezioni davano percentuali molto inferiori di quelle che poi sono state nella realta”’ ricorda la deputata, sicura che sia comunque ”meglio un salto nel vuoto che un suicidio assistito”. E comunque, a dimostrazione che quello della corsa al voto non di calcolo egoistico si tratta, il deputato Manlio di Stefano ricorda la regola Cinque Stelle del divieto del terzo mandato. ”I deputati del M5S hanno a cuore il paese non le poltrone, alcuni tra i nostri sono gia’ a secondo mandato eppure spingono per lo scioglimento delle Camere, questa e’ gia’ in se una prova di onesta”’. Ma le pressioni interne non piacciono a tutti e gia’ tornano a manifestarsi i primi segni di dissenso. Dopo quelli che hanno storto il naso per quello che e’ sembrato un elogio del Porcellum, oggi il senatore Francesco Campanella si irrita per l’ingerenza di Messora.”Lo spirito rivoluzionario – commenta gelido su Fb – ha mille sfumature… Per esempio il responsabile comunicazione di un gruppo parlamentare che indica la linea ai parlamentari, per portarsi avanti col lavoro..”