Lingua italiana nel mondo, ‘il sistema va riformato’

"Ho accolto con attenzione il comunicato diramato nei giorni scorsi dal Coordinamento Enti Gestori Iniziative Scolastiche in Svizzera per quanto riguarda il taglio del 30% delle risorse destinate al comparto, nell’ambito dell’ultima Legge di stabilità, soprattutto per quanto riguarda il venir meno della certezza nell’assegnazione di quei contributi ministeriali integrativi pari a 1 milione di euro, che avevano consentito di garantire alcuni corsi che stando allo scenario attuale rischierebbero di non poter essere proseguiti con inevitabile danno per gli studenti iscritti e per l’immagine delle potenzialità culturali del nostro paese". Lo dichiara Aldo Di Biagio, senatore di Area Popolare eletto nella ripartizione estera Europa.

"Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, al di là di quale sia la forma più giusta di sostegno della lingua e cultura italiana all’estero, appare particolarmente critico anche per i suoi riflessi sulla credibilità del sistema culturale italiano all’estero e in ragione dell’esigenza di garantire una certa continuità all’operatività del comparto, quantomeno non rimodulandone le risorse a distanza di così poco tempo tanto da creare sicuramente un’impasse nelle capacità di riorganizzazione degli enti. Di contro – prosegue Di Biagio – non possiamo continuare ad inquadrare il comparto degli enti gestori come il punto di approdo di risorse ministeriali, anche perché lo scenario socio-culturale entro il quale questi operano è stato condizionato da evoluzioni non trascurabili in termini di domanda di corsi di italiano, che spingono necessariamente a rivedere alcuni aspetti delle relazioni finanziarie tra lo Stato e gli enti".

Di Biagio conclude: "L’ipotesi e l’auspicio, emersi anche nel corso delle indagini conoscitive attualmente in corso al Senato, di inquadrare l’attività degli enti in iniziative multilivello verso le quali certamente destinare risorse, ma che siano anche foriere di potenzialità in termini economici, dalle quali poter trarre formule alternative di sostegno e promozione, sono un punto di notevole interesse. Questo abbinamento di elementi, tali da rivedere l’immagine stessa del comparto, potrebbe essere un aspetto importante da cui partire per una riforma del sistema".