Prudenza e attenzione a non interferire in un dibattito politico che presto diventera’ squisitamente parlamentare. Su questi binari si muove il Colle in queste ore di grande intensita’ nelle quali Matteo Renzi si sta giocando tutto per strappare anche alla sinistra del suo partito un ‘si” al progetto di riforma della legge elettorale ormai chiamato ”Italicum’. ‘Eppur si muove’: la frase attribuita a Galileo rende bene quanto molti pensino dell’iniziativa del segretario del Pd nonostante la fronda interna al partito, gli attacchi dei Cinque stelle e della Lega e le perplessita’ di Sel. La politica si e’ rimessa in movimento su quelle riforme che il Paese attende da decenni e questo non puo’ che piacere al presidente.
Giorgio Napolitano non si e’ certo risparmiato in questi quasi otto anni al Quirinale per spingere i partiti a prendere la strada delle riforme. Ed e’ noto – e certamente ancora valido in questi giorni – come il presidente abbia sempre auspicato la piu’ larga maggioranza possibile per le riforme. E come, anche in tempi recentissimi, abbia spiegato con estrema chiarezza come la modifica della legge elettorale debba essere accompagnata da almeno due altre riforme strettamente collegate, cioe’ la fine del sistema bicamerale paritario e la riduzione del numero dei parlamentari. E se si ricorda che il faro dell’azione presidenziale di Napolitano e’ sempre stata la stabilita’ del Governo e’ facile immaginare che il percorso che si sta delineando possa piacergli.
Con il giovane Matteo Renzi si e’ creato se non proprio un feeling, certamente una proficua capacita’ di ascolto reciproca. E il collegamento assicurato dal sindaco tra legge elettorale e riforma del Senato e del titolo V garantisce la sopravvivenza del governo per almeno un altro anno. La stabilita’ di Governo, appunto. Fin qui le analisi: quel che e’ certo e’ che il presidente non entra in gioco in una partita aperta e delicata che nessuno sa come andra’ a finire. Ed anche parlare oggi di controllo di costituzionalita’ dopo la sentenza della Consulta e’ del tutto improprio e prematuro. Ove mai il tentativo renziano andasse avanti con la scaletta ideata dal sindaco, si tratterebbe sempre di un Ddl di iniziativa parlamentare che dovra’ fare la sua autonoma strada nelle aule parlamentari.































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