Le Pen, la Francia deve uscire dalla Ue

Non piu’ soltanto fuori dall’euro, adesso Marine Le Pen punta piu’ in alto: la Francia deve uscire dall’Unione europea, se i francesi lo decideranno per referendum, una volta conquistato l’Eliseo. Sara’ questo, domani e domenica a Lione, il leitmotiv di un congresso dagli esiti politici scontati, con la leader senza avversari per la rielezione ma con il "cerchio magico" del partito dilaniato dalle lotte intestine. Atteso a Lione anche Matteo Salvini, segretario della Lega Nord e alleato di ferro della Le Pen in Europa. Alza il tiro e la posta la leader del Fronte Nazionale.

L’obiettivo della due giorni di Lione e’ mettere il Front National in assetto di marcia dopo le convincenti prove alle elezioni locali della primavera scorsa puntando alle regionali 2015 e alle presidenziali 2017. Senza nascondersi nessuna ambizione, ne’ per la conquista di regioni ne’ per la corsa all’Eliseo, entrambi obiettivi inediti per l’estrema destra francese. Ecologia, conflittualita’ sociale, politica delle frontiere: i "laboratori" del Front a Lione sono molteplici. Tutti i dibattiti ruoteranno pero’ attorno al tema del giorno, ancora una volta dettato dalla Le Pen alla vigilia: "Se saro’ eletta presidente della Repubblica, mi impegnero’ con i francesi ad organizzare, nei sei mesi successivi, un referendum sull’uscita dall’Unione europea".

La leader del Front vuole restituire alla Francia la "sovranita’ territoriale, monetaria, legislativa ed economica", praticamente tutto. Se Le Pen diventera’ presidente ma i francesi decideranno che la Francia restera’ nell’Ue che contribui’ a fondare, sara’ lei a dare l’addio: "Se i francesi votano no andro’ via perche’ non farei mai una promessa che non sono in grado di mantenere". Di questo e molto altro parlera’ con il segretario della Lega, Matteo Salvini, che arrivera’ domani nel pomeriggio a Lione e che e’ ormai l’interlocutore privilegiato in Italia del Front: "E’ un tipo notevole, ha grandi qualita’ politiche – ha detto di lui Marine – e’ un immenso lavoratore. Ha dato l’impulso al momento giusto per fare del suo partito un movimento nazionale. Ha molto fiuto".

La maretta nelle seconde file, che rischia di movimentare un po’ la situazione, riguarda il duello per la figura di riferimento del Fn ("da noi non ci sono numero 2", ha sentenziato la leader). Il duello e’ tra Florian Philippot, attualmente vero vice tuttofare, in ascesa e ritenuto da molti il "cocco" di Marine, e Marion Marechal-Le Pen, la nipotina entrata in Parlamento e ormai svezzata alla politica, portavoce di una linea piu’ "liberal conservatrice" e meno oltranzista. Scarso feeling della giovane erede con l’anziano patriarca, Jean-Marie, presidente onorario che aprira’ il congresso e che e’ ormai ai ferri corti con la figlia. Tanto che si e’ parlato di un possibile "putsch" per farlo fuori dall’organigramma, ipotesi resa vana dalla blindatura che egli stesso fece della sua poltrona. Ma attorno a lui e alle sue ormai temibili e scorrettissime provocazioni, l’establishment del Fn vuole fare terra bruciata.