Lavoro, Landini (Fiom): ‘lo sciopero generale è la continuazione della manifestazione di sabato’

Maurizio Landini, in una intervista a Repubblica, commenta la tesi di Susanna Camusso secondo cui il governo Renzi è stato voluto dai "poteri forti". Il leader della Fiom spiega: "Sul piano delle politiche sociali e sindacali questo governo ha assunto il programma di Confindustria. Non c’è solo la cancellazione dell’articolo 18, c’è il demansionamento che detto in inglese vuol dire mobbing, c’è il controllo a distanza dei lavoratori, c’è l’abolizione del reintegro anche nei licenziamenti collettivi con procedure sbagliate. C’è l’obiettivo di far saltare il contratto nazionale. Questo non è accettabile".

Landini spiega quindi cosa intendeva dire mercoledì quando ha gridato "Basta Leopolde": "Vuol dire basta discussioni tra chi la pensa allo stesso modo. Vuol dire basta a un modello che salta ogni mediazione e dove chi comanda parla direttamente con il popolo senza intermediazione. Questo processo porta a una riduzione degli spazi democratici".

"Penso che non si possa più rinunciare a un intervento pubblico nei settori strategici, com’è quello della siderurgia, finalizzato anche a definire nuovi assetti proprietari". Landini sostiene che, senza intervento pubblico, non si uscirà dalla crisi della siderurgia, che riguarda la ThysssenKrupp di Terni, l’Ilva di Taranto, l’ex Lucchini di Piombino: "Se non vogliamo svendere o regalare la siderurgia agli stranieri è indispensabile che lo Stato faccia la sua parte". E Renzi, sottolinea, si è detto "disponibile a un confronto". Aggiunge che "per l’Ilva questo passaggio è necessario. L’Ilva deve cambiare proprietà. Per fare questo c’è bisogno della forza dello Stato". Mentre a Terni "è necessario innanzitutto verificare se l’azienda è disposta a rivedere il piano industriale".

Avverte quindi che "nei prossimi mesi rischiano di saltare migliaia di posti di lavoro. Siamo di fronte a un’ondata di licenziamenti collettivi. Mercoledì in piazza c’erano pure gli operai della Jabil, 400 licenziamenti a Caserta, e quelli della Trw di Livorno, altri 500". Afferma anche che "lo sciopero generale non è altro che la continuazione della manifestazione di sabato. Per abbassare i toni bisognerebbe avere la possibilità di confrontarsi. Con lo sciopero chiediamo al governo di cambiare le sue politiche economiche e sociali. Ciò che ha fatto finora non è adeguato alla situazione".